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Una lettera di minacce di morte è stata recapitata all’unico console di Israele in Italia, Luigi De Santis, barese. Nella cassetta della posta è stato trovato un foglio con una croce e una scritta in inglese “Ebreo anche qui”. Questo non è il primo atto intimidatorio subito dal console: numerose sono state le minacce dal 2005, da quando De Santis è stato nominato console di Israele.

Solidarietà è arrivata dalle forze politiche.

“I conflitti razziali e religiosi sono un problema con il quale tutti ci dobbiamo confrontare e che tutti dobbiamo contribuire a combattere. Per questo esprimo la mia vicinanza a Luigi De Santis, concittadino barese e console onorario di Israele in Italia, ancora una volta minacciato evidentemente per la sua attività”. Lo sostiene il consigliere regionale e segretario del Pd Puglia, Marco Lacarra. Che conclude: “Augurandomi che le forze dell’ordine riescano a fare chiarezza sul caso di Luigi De Santis, auspico – conclude – un intervento deciso della società civile, perché gli odi e le intolleranze si combattono solo con lo sforzo di tutti”.

Solidarietà al console onorario d’Israele a Bari, Luigi De Santis, viene espressa in una nota dal parlamentare Antonio Distaso (Direzione Italia). “Le reiterate minacce di cui è stato fatto oggetto – dice Distaso – non possono che vederci solidali con console e rappresentante di Confindustria Bari e Bat”.

La risposta del console

“Grazie  – ha detto De Santis – per chi con la propria solidarietà ha voluto dimostrarmi la sua vicinanza per le pesanti e continue minacce che ho ricevuto e ricevo da quando sono console onorario di Israele per la Puglia, un ruolo che svolgo non solo nel pieno rispetto delle istituzioni e tradizioni israeliane, con l’intento di avvicinare quanto più possibile Israele alla Puglia, una regione – la nostra – di grande accoglienza. Mi spiace constatare che il clima antisemitismo covi ancora nell’animo di chi è rimasto fermo al secolo scorso, certo non agevolano le parole chi ideologicamente vede in Israele un nemico da sconfiggere, una popolazione da odiare ed annientare. Ma la dimostrazione di solidarietà pubblica della politica, ma privata di tanti amici e cittadini mi convincono ad andare avanti. Molto lavoro è stato fatto, ma oggi sono più motivato a rinsaldare i rapporti tra Puglia e Israele e a far sì che la presenza del Consolato in Puglia possa rappresentare anche una fonte di crescita economica e culturale per il nostro patrimonio, nonostante non sempre sia facile per me. Per questo apprezzo il costante lavoro delle forze dell’ordine e confido nella loro capacità di valutare i rischi che posso correre”.


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