L’indagine condotta dall’Unione degli studenti di Puglia mostra una panoramica preoccupante sull’applicazione dell’alternanza scuola-lavoro voluta dalla riforma “Buona Scuola”. Sono stati coinvolti 2mila studenti di ogni provincia in 50 istituti scolastici con questionari cartacei e online: il 23 per cento degli studenti intervistati dichiara di non essere stato seguito da tutor aziendali e scolastici, il 76 per cento pensa di aver sottratto tempo allo studio o alle attività curriculari.

“Entrambi i dati – si legge nell’indagine Uds Puglia – sono indice di un profondo deficit di regolamentazione nell’applicazione dell’alternanza scuola lavoro con l’approvazione della Buona Scuola.

In particolare, a Bari il 52 per cento degli studenti intervistati ha sostenuto delle spese senza ricevere alcun tipo di rimborso: “Abbiamo chiesto alla scuola se potessero garantirci un mezzo per il trasporto per raggiungere l’azienda. Ci è stato negato”, denuncia uno studente.

“Il quadro delineato dalla nostra indagine – dichiara Nicolò Ceci coordinatore dell’Unione degli studenti Puglia – ci dimostra quanto sia necessario oggi approvare uno statuto dei diritti degli studenti e delle studentesse in alternanza e di un codice etico per le aziende con cui si sottoscrivono le convenzioni. Le promesse fatte dal Miur su questo tema non sono sufficienti, chiediamo l’approvazione immediata di questi regolamenti così da garantire diritti e le tutele per gli studenti, definendo gli obiettivi formativi e garantendo la totale gratuità dei percorsi.”

“Il 97% dei ragazzi e delle ragazze  – aggiunge Giulio Gazzaneo, responsabile dell’organizzazione dell’Uds Puglia – pensa che gli studenti dovrebbero essere coinvolti nella programmazione dei percorsi di alternanza. Chiediamo pertanto che in ogni scuola siano istituite delle commissioni paritetiche composte da studenti e docenti che vadano a definire democraticamente i percorsi di alternanza”.

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