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La #guerradelgrano arriva al porto di Bari. Oltre 500 agricoltori pugliesi hanno sostenuto la mobilitazione della Coldiretti e di quindici associazioni dei consumatori a difesa del grano duro made in Italy: dopo quaranta giorni di navigazione, una nave lunga 256 metri proveniente da Vancouver (Canada), che trasporta oltre 50mila tonnellate di prodotto, ha iniziato a scaricare grano canadese per fare pasta italiana sulla banchina portuale.

Saranno necessari 1600 autoarticolati per svuotare il “granaio” sul mare: “E’ un affronto ai cerealicoltori del nostro territorio – ha detto Gianni Cantele, presidente Coldiretti Puglia – il comparto dei cereali è in sofferenza dei tanti anni, il valore di mercato è sceso del 50 per cento. Protestiamo per chiedere una presa di posizione forte della classe politica contro gli accordi del Ceta (trattato Ue-Canada) e per stabilire una etichettatura certa su origine di pane e pasta”.

Secondo Coldiretti, un pacco di pasta su tre imbustato nel Belpaese è fatto con ingredienti stranieri senza nessuna indicazione ma le aziende pugliesi del settore sono diminuite in 10 anni del 30 per cento. I dati del Ministero della Salute (8 giugno) confermano che una parte della produzione estera ha valori irregolari per contenuto di pesticidi (glifosate) e di altri prodotti fitosanitari cancerogeni.


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