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Domani potrebbe essere il giorno decisivo per il futuro e la sopravvivenza di Ferrovie Sud Est. Lunedì mattina, infatti, sono previste le camere di consiglio dei giudici del Tribunale fallimentare e potrebbe essere affrontata la questione Fse: la nuova proprietà ha depositato una proposta di concordato, i giudici devono decidere se dare il via libera e convocare i creditori.

Pagamento del 100% dei debiti verso i creditori privilegiati e prededucibili, mentre i creditori chirografi riceveranno il 48,1% della somma vantata. E’ quanto previsto nella proposta di concordato presentata da Ferrovie Sud Est in Tribunale. Ad oggi, il deficit patrimoniale dell’azienda di trasporto (i debiti in sostanza) è di circa 217 milioni di euro, che si riduce a 148 milioni calcolando i 70 milioni previsti nella legge di Stabilità del 2016. L’esposizione di Fse verso i debitori è così suddivisa: 103 milioni verso le banche, Bnl su tutte, 144 milioni verso i fornitori, 1,8 milioni di debiti previdenziali, 1,1 milioni di debiti tributari, 14 verso Fsi e circa 53 milioni di debiti vari. Complessivamente, il passivo patrimoniale, invece, ammonta a circa 430 milioni. I creditori di Fse sono poco meno di 400, quelli chirografi – cioè quelli ai quali viene proposto il pagamento del 48,1% delle somme dovute – vantano crediti per 124 milioni totali. Nel dettaglio, quindi, la proposta di concordato si articola così: oltre 61 milioni verranno impegnati per saldare i debiti con i creditori privilegiati (il 100% del totale); quasi 82 milioni, invece, andranno ai creditori prededucibili (anche in questo caso si tratta del 100%), mentre ai creditori chirografi viene offerta una torta da quasi 60 milioni di euro. Fse, però, non esclude la possibilità che l’attuale 48,1% possa salire sino al 60 o 65% massimo, che tradotto in soldoni significa una cifra che oscilla tra i 12 e i 17 milioni in più. Tutto dipenderà dalle azioni di recupero e cause civili intraprese e da intraprendere nei confronti dei vecchi amministratori della società e anche di alcuni “fornitori”.

Per quanto riguarda i tempi, il piano prevede entro i primi sei mesi del 2019 il pagamento dei debiti verso creditori privilegiati e prededucibili ed entro dicembre 2021 il pagamento di tutti i debiti verso i creditori chirografi. In sostanza, un programma di rientro lungo cinque anni. Come Ferrovie Sud Est manterrà fede a questo patto? Intervenendo su costi e ricavi, innanzitutto: l’azienda prevede che, nei cinque anni che vanno 2017 al 2021, il valore della produzione sarà complessivamente  di  717 milioni di euro, mentre la stretta sulle uscite porterà ad un risparmio medio del 79,2%, in totale il costo della produzione sarà di 568 milioni. In sostanza Fse conta di produrre in 5 anni ricavi per 149 milioni, cifra che corrisponde al deficit patrimoniale al netto dei 70 milioni elargiti dal ministero dei Trasporti.


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