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Oltre a dribblare i giocatori dell’altra squadra, per fare gol nei campetti di calcetto sotto la muraglia di Bari vecchia è necessario superare altri avversari: i rifiuti. I due play ground in sintetico del Comune ne sono tappezzati, con una disposizione in campo scarsamente organizzata.

Si va da decine di mozziconi di  sigarette lungo le fasce laterali alle bottigliette di plastica, dalle cannucce alle lattine di bibite varie, fino ad arrivare a cartacce e perfino scarpe abbandonate. Una solitaria e un paio all’altezza del centrocampo. In difesa, a supporto del portiere, è piazzata una barriera particolare, composta da cartacce e buste di ogni genere. A completare il tutto, una porta d’ingresso completamente divelta, per questo, pericolosa, e i cassonetti alle spalle dei due mini impianti, in altrettante condizioni precarie. Non certo un bel vedere e un luogo ideale per l’accoglienza di bambini e ragazzi che, c’è da dire, è probabile abbiano contribuito all’attuale degrado.

Il rifacimento della recinzione e del nuovo manto erboso era stato realizzato dal Comune nell’autunno del 2015. Vale a dire un anno e mezzo fa circa, con una spesa di 36 mila euro. La custodia “morale” dei campi era stata affidata dal sindaco, Antonio Decaro, e dall’assessore comunale all’Istruzione, Paola Romano, proprio ai bambini di Bari vecchia, della scuola Corridoni. Ma evidentemente qualcosa non ha funzionato e ora, l’unico spazio pubblico del centro storico dove poter praticare il gioco più amato dai bambini è nuovamente a rischio degrado.

 

 


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