Altri tre minorenni avrebbero subito violenze dal commerciante 69enne, Francesco Cassano, e dal contadino 45enne, Michele Armenise, finiti agli arresti domiciliari dopo la denuncia di una 16ene che avrebbe subito soprusi dai due vicini di casa per un anno e mezzo. Dagli atti dell’indagine condotta dai carabinieri  e dal pm Simona Filoni (che si sta occupando anche dello stupro della 15enne nel porto di Bari da parte di un branco di cinque suoi coetanei) si è pian piano delineato un quadro di violenze da parte dei due presunti stupratori che avrebbero attirato altri minorenni a casa del più anziano per vedere insieme film pornografici.
La 16enne sarebbe stata adescata nel negozio di alimentari di Cassano, dove aveva lavorato per un pò di tempo facendo consegne a domicilio. Non sono mancate neanche le minacce di morte se avesse parlato ai genitori. Ma la vittima ha deciso di reagire e di raccontare tutto.

Decaro: “Inorridito”

Il sindaco Antonio Decaro che, all’indomani della violenza di gruppo subita dalla 15enne nel porto di Bari, aveva annunciato che il Comune si sarebbe costituito parte civile nel processo, oggi affida la sua rabbia a Facebook.

“Vorrei trovare le parole giuste.  Vorrei trovarle da sindaco, da essere umano. Vorrei trovarle prima di tutto da padre. Da padre di due ragazze. Ma non ce la faccio. Non ci sono parole giuste. Sono inorridito, agghiacciato. Se quello che ipotizzano gli inquirenti si dimostrerà vero, siamo di fronte a un atto di violenza talmente schifoso da levare il fiato. Due adulti che abusano di una minore per un anno intero. Lascio qui solo un ringraziamento e una speranza.
Il ringraziamento va a quella ragazza, e al coraggio che ha avuto di rialzare la testa e di denunciare la sua terrificante storia. Che sia di esempio per le tante donne che non ce la fanno e subiscono in silenzio.
La speranza è che i colpevoli di questo abominio possano pagare caro per quello che hanno fatto. Lo so, non servirà a risarcire il dolore, a rimarginare le ferite. Ma almeno ci farà credere di vivere in una società in cui chi si macchia di delitti così schifosi possa avere il tempo, tanto, tantissimo tempo, per ripensare a quello che ha fatto. Tra le mura di una patria galera”.

La condanna degli Stati generali delle donne e della Casa delle donne del Mediterraneo
“Dopo le gravissime notizie di cronaca che giungono da Bari sentiamo il bisogno di esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alle giovani vittime di violenza e alle loro rispettive famiglie. In queste ore, grazie all’indispensabile lavoro delle nostre avvocate, stiamo valutando l’ipotesi di costituirci parte civile nei rispettivi processi perché vogliamo confermare il nostro impegno a contrastare l’indifferenza, ad essere al fianco di chi vive ormai quotidianamente violenze e soprusi e non conosce su quali punti di riferimento può contare, per testimoniare il nostro essere comunità – Casa – pronta a mettersi a disposizione e a fare rete. Ogni violenza contro le donne è violazione dei diritti umani”.
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