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Pochi docenti e corsi a rischio: il caso delle scuole di specializzazione di Medicina approda in Regione

Pubblicato da: redazione | Ven, 6 Ottobre 2017 - 17:30
Medici
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Pochi docenti e problematiche legate all’assistenza: grido di allarme delle scuole di specializzazione sanitarie. La questione è stata affrontata dalla III Commissione presieduta da Luigi Manca che ha chiesto l’audizione dei rettori delle Università e dei direttori delle facoltà di medicina di Bari e Foggia per ottenere informazioni utili ad inquadrare le dimensioni del fenomeno ed individuare possibili soluzioni.
Con il turn-over ormai bloccato da oltre 15 anni, le scuole di specializzazione della facoltà barese hanno visto ridursi a poco più di 200 (dai 452 iniziali) il numero dei docenti impegnati nei 49 corsi, nove dei quali non hanno raggiunto i livelli di accreditamento, mentre altri due restano in sospeso. Tra le 11 scuole di specializzazione non attivate e per le quali l’Università di Bari è in attesa di conoscere le motivazioni, molte sono le specializzazioni fondamentali. Balzo in avanti hanno fatto registrare le scuole di specializzazione dell’Università di Foggia, il cui numero nell’arco di dieci anni è pressoché raddoppiato. Ma anche in questo caso i problemi sono sovrapponibili a quelli lamentati dall’ateneo barese perchè delle 19 scuole di specializzazione 7 sono in sospeso.
I rappresentanti dei rettori (Rosa Prato dell’Università di Foggia, Angelo Vacca pro rettore dell’Università di Bari), e i delegati dei presidi delle scuole di specializzazione, sia dell’Università di Foggia (Elisabetta Fortunato) che di Bari (Ettore Cicinelli), hanno sottolineato come con un modesto intervento economico la Regione possa aiutare il sistema dell’istruzione universitario della formazione ad accompagnare verso la docenza e quindi ad occupare quei posti che i professori di ruolo lasciano per raggiunti limiti d’età, utilizzando quindi i numerosi ricercatori abilitati che i due atenei pugliesi annoverano.
La commissione, su suggerimento di Nino Marmo, raccoglierà in una relazione le dichiarazioni per trasferirle alla giunta per gli atti di competenza.

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