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Sono stati revocati i 46 licenziamenti degli ausiliari specializzati della clinica Santa Maria di Bari.  La riunione di oggi all’assessorato al Lavoro della Regione Puglia, tra azienda, sindacati e task force regionale per l’occupazione ha portato al ritiro dei licenziamenti e al via libera dei sindacati per la riorganizzazione del lavoro interno alla clinica privata.“Sono felice – ha detto il presidente Michele Emiliano –  per la soluzione  anche di questa vertenza, che ho seguito personalmente. Il successo delle trattative dimostra che si può riorganizzare il lavoro senza ricorrere ai licenziamenti e che si deve avere il coraggio di riorganizzare per consolidare l’occupazione senza che si ricorra agli esuberi. Riorganizzare significa puntare su una maggiore efficienza e qualità del servizio in ambito sanitario. So che il sindacato – che ringrazio – ha congelato le mobilitazioni già intraprese e ha colto la sfida del confronto, per giungere all’accordo. So anche che l’azienda ha dato un’apprezzata e concreta disponibilità ad interloquire con la Regione, riportando la discussione nell’alveo delle corrette relazioni sindacali”.

“Per una volta – ha sottolineato l’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo –  non dovremo ricorrere agli ammortizzatori sociali. Ringrazio quindi tutta la task force regionale per l’occupazione per il suo impegno”.

“Dopo settimane di lotta contro la decisione dell’azienda – spiega Davide De Gregorio, Segretario provinciale della UIL FPL – grazie all’intervento della Regione Puglia e della Città Metropolitana, finalmente si è fatta giustizia nei confronti di lavoratori e lavoratrici che inspiegabilmente vedevano messo a repentaglio il proprio futuro salariale e occupazionale, peraltro da una clinica che non ha alcun problema di carattere economico e pertanto alcuna necessità impellente di privarsi di tante professionalità. L’accordo faticosamente raggiunto non solo preserva i livelli occupazionali, ma soprattutto, motivo di enorme soddisfazione, sancisce un principio organizzativo valido per tutta la sanità privata che, auspichiamo, eviterà in futuro il ripetersi di tali, spiacevoli condizioni. Si tratta di una vittoria – conclude De Gregorio – che appartiene innanzitutto ai lavoratori, che non hanno mai smesso di crederci di fronte a una situazione irreale e paradossale, con un’azienda che si proponeva di eliminare completamente le figure lavorative intermedie, a discapito della qualità del servizio. Il che sarebbe stato inconcepibile in un contesto sanitario, come quello regionale, alle prese con disservizi e carenze organiche ormai croniche”.

 


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