La Banca d’Italia e la Uif, l’unità d’informazione finanziaria, aumentano le difese in vista di un ritorno dei foreign fighters in Europa. In una comunicazione a banche e operatori finanziari si raccomandano più stringenti controlli su nominativi e operazioni sospette per individuare i flussi finanziari. I combattenti ‘di ritorno’, si legge, “possono fornire supporto, logistico o esecutivo, a iniziative terroristiche in Europa” o organizzare “attività di proselitismo”. Fra le modalità individuate l’uso di carte ricaricabili e prepagate e dei Money Transfer, bonifici anomali, riattivazione di conti inattivi con trasferimenti di contante in valuta straniera e operazioni magari, tramite intermediari, con la Siria e Iraq. Le autorità nella loro comunicazione ricordano “la disponibilità da parte dell’Isis di documenti rubati, alterati o contraffatti”.

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