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La polizia ferroviaria festeggia i suoi 110 anni, così Luigi Liguori, dirigente del compartimento di Puglia, Basilicata e Molise, ha invitato autorità e cittadinanza, alla stazione di Bari Centrale, per la celebrazione dell’evento.

Le stazioni costituiscono cuore pulsante delle città itineranti dove, più di ogni altro posto, c’è bisogno di sicurezza. Il 24 giugno 1907, con provvedimento dell’allora ministro dell’Interno Giolitti, nasceva la polizia ferroviaria come organo di pubblica sicurezza, deputato alla prevenzione e repressione dei reati in ambito ferroviario.
La celebrazione, quest’anno, dei 110 anni della fondazione rappresenta un’occasione per raccontare la Specialità, ma anche per ripercorrere alcune tappe della storia d’Italia, la costruzione della linea ferroviaria ha  difatti contribuito grandemente all’unità del nostro paese.

Molti agenti della Specialità hanno sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere, fra questi si ricordano Emanuele Petri, il cui sacrificio permetteva di stroncare la rinascita delle nuove Brigate Rosse. Nel corso della cerimonia si sono ricordati anche altri caduti in Puglia, come a Piacenza il 12 gennaio 1997, a causa d’un incidente ferroviario occorso al pendolino su cui effettuavano servizi di scorta, decedevano gli agenti Francesco Ardito e Gaetano Morgese. Sullo stesso treno viaggiava il presidente Cossiga, rimasto illeso.

In Puglia, Basilicata e Molise sono presenti circa 140 Stazioni, con un’estensione della linea ferroviaria di oltre mille chilometri e circolano annualmente mediamente 135 mila treni, che trasportano circa 15.500 mila passeggeri.

Dall’inizio dell’anno, nell’ambito dell’attività di prevenzione e contrasto a fenomeni illegali in ambito ferroviario, sono stati identificate 123.081 persone, delle quali 45 tratte in arresto e 114 denunciate in stato di libertà.

Nella celebrazione si è dato particolare spazio ai giovani; erano infatti presenti scolaresche della scuola media “Giovanni Modugno”  e si è esibita la “Big Band” del Conservatorio di musica “Niccolò’ Piccinni”.


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