E’ attesa per quest’oggi la sentenza di primo grado sulla vicenda che dal 2016 ha visto coinvolte tre maestre della scuola d’infanzia Arcobaleno a Santo Spirito protagoniste, secondo l’accusa, di azioni violente ai danni dei bambini. Un caso che sconvolse l’intera comunità e balzò alle cronache nazionali. A sperare che sia fatta giustizia sono soprattutto le famiglie dei piccoli coinvolti. Da loro partirono le segnalazioni che fecero scaturire le indagini della procura. I 37 episodi di violenza denunciati riguardano percosse, trascinamenti, calci, colpi dietro la nuca e forti scossoni ai danni dei bambini. Uno degli episodi più gravi è quello del 22 aprile dello scorso anno, quando una bambina fu spinta da una delle maestre incriminate e finì, dopo aver sbattuto contro un banco, col viso per terra. Secondo l’accusa, basata sulle intercettazioni ambientali raccolte all’interno della scuola, la piccola rimase per terra per alcuni minuti senza essere soccorsa.

Per le maestre coinvolte la pubblica accusa, rappresentata dal pm Simona Filoniha, ha chiesto condanne a tre anni e dieci mesi di reclusione. Alcuni genitori si sono costituiti parte civile, come ricorda La Via dei Colori onlus, l’associazione punto di riferimento in Italia per minori e minoranze vittime di maltrattamenti in strutture scolastiche e assistenziali. “Attendiamo la discussione dell’ultima difesa e, nonostante la richiesta di incidente probatorio proposta durante le indagini sia stata rigettata, confidiamo in una sentenza che tenga conto della gravità delle condotte che abbiamo potuto osservare tramite le intercettazioni” spiega Giulio Canobbio, avvocato e direttore del comitato scientifico de La Via dei Colori, difensore nominato da alcune famiglie coinvolte nella vicenda.

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