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Una ricognizione di tutte le sedi di guardia medica pugliesi per conoscere le attuali condizioni; e una richiesta di collegare telefonicamente, con un numero diretto e riservato, gli ambulatori dei medici di guardia con le caserme o i commissariati più vicini.

Sono le due soluzioni individuate per arginare le sempre più frequenti aggressioni ai danni dei medici. Si partirà da una ricognizione provincia per provincia per avere un quadro dettagliato delle attuali condizioni delle sedi di guardia medica e individuare quelle più a rischio perché troppo isolate o perché non protette a dovere. Ogni prefetto avrà il compito di consegnare una relazione completa, sulla base dei report verranno avviati interventi di ristrutturazione, adeguamento, potenziamento dei sistemi di sicurezza o, se necessario, persino di chiusura del centro.

Il governatore Michele Emiliano, inoltre, ha chiesto – durante un vertice che si è svolto in settimana in prefettura a Bari – alle forze dell’ordine se è possibile collegare telefonicamente e in maniera diretta e riservata (“punto a punto”, in gergo) tutti gli ambulatori di guardia medica con una caserma o un commissariato di polizia più vicino. L’idea sarebbe questa: i medici, in caso di necessità, solamente spingendo un tasto farebbero scattare l’allarme alla centrale operativa dei carabinieri o della polizia, in questo modo l’intervento potrebbe avvenire in maniera decisamente più rapida.

L’assessore Antonio Nunziante ha assicurato, nel frattempo, che il sistema di videosorveglianza verrà installato in ogni sede. Attualmente, infatti, il 60% dei 224 ambulatori di guardia medica dispone di telecamere a circuito chiuso, il restante 40% ne è sprovvisto.


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