L’Acf ha accertato e dichiarato che la Banca Popolare di Bari ha violato alcuni obblighi nella vendita delle azioni nei confronti di una cliente, difesa dall’avvocato Antonio Pinto. Questo nonostante l’azionista avesse firmato vari documenti contenenti dichiarazioni a se sfavorevoli. Ha altresì condannato la Banca a risarcire parzialmente l’azionista per i danni subiti a causa dell’inadempimento. L’Acf ha quantificato i danni in una misura pari alla differenza fra il prezzo di acquisto e l’ultimo valore delle azioni risultante dalla quotazione attuale di 6,30 euro. Oltre ad interessi e rivalutazione monetaria. L’Acf non ha invece accolto la domanda di invalidità del contratto di acquisto e quindi l’azionista rimane titolare delle azioni.
Il presidente del Comitato Canio Trione ha sottolineato che è la prima decisione ottenuta dai legali del Comitato degli azionisti della Bpb, composto da sette associazioni di consumatori, Codici, Codacons, Adusbef, Adiconsum, Unc, Assoconsum e Confconsumatori. “Auspichiamo che la banca assieme al Comitato pervenga al più presto alla individuazione di soluzioni di “sistema”,che vadano incontro alle richieste dell’intera platea dei risparmiatori-azionisti della banca. Sforzo che, ove necessario, deve coinvolgere anche le Istituzioni pubbliche.”
L’avvocato Vincenzo Laudadio (Adusbef) ha precisato che: “se la banca non dovesse ottemperare alle decisioni dell’Acf, come Comitato proporremo di fare quello che la legge ci consente, ossia chiedere a un Tribunale, con un procedimento di cognizione sommaria secondo l’articolo 702 bis del codice di procedura civile, di condannare la banca a risarcire quanto dovuto”.
L’avvocato Alessandro Amato (Codacons) chiede che la banca descriva al Comitato ed agli azionisti l’operazione di cessione dei crediti deteriorati, di cui il 5 dicembre sono stati divulgati sul sito BPB alcuni termini, chiarendo meglio i contenuti dell’operazione e le conseguenze sul prossimo bilancio.
Il Comitato rende noto, inoltre, che la Consulta ha fissato per il prossimo 20 Marzo l’udienza per la discussione sulla costituzionalità della legge di conversione 3/2015 del Decreto legge 33/2015 sull’obbligo di trasformazione in società per azioni delle Banche Popolari con attivo patrimoniale netto superiore ad 8 miliardi di euro e sulla relativa compressione del diritto di recesso prevista dalle suddette norme, ricorso che ha visto tra i promotori la stessa Adusbef.
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