Ospedali migliori e centri medici pubblici più presenti sul territorio sono in cima alla lista delle priorità evidenziate dai mille cittadini baresi coinvolti dalla Cgil nella ricerca “Bisogni sociali e welfare territoriale nella città di Bari”.

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L’esito dello studio è stato presentato oggi ai giornalisti alla presenza, tra gli altri, del segretario generale della Cgil Bari, Gigia Bucci, e del segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo. Dalla ricerca emerge che i cittadini sono “molto critici” rispetto alla qualità della sanità pubblica che viene considerata “alla deriva” e sempre più esposta “ai ritardi nelle prestazioni”.

Tra le altre priorità ci sono “i consultori” che sono visti come “luoghi di riferimento anche dal punto di culturale”. Poi ci sono “le forme di sostegno alle emergenze abitative”, gli “asili nido” e le “strutture per la prima infanzia”. Vengono inoltre segnalati come essenziali i “centri diurni per anziani, i centri di aggregazione giovanile e i centri sportivi pubblici”.

Abbiamo voluto anche quest’anno concentrarci sul tema della contrattazione sociale restringendo la ricerca alla città di Bari – spiega la segretaria generale della Cgil metropolitana, Gigia Bucci – perché quotidianamente nelle nostre Camere del Lavoro, nelle Leghe dello Spi così come nei luoghi di lavoro intercettiamo una crescente domanda di servizi in grado di soddisfare bisogni sociali emergenti e aggravati dalla crisi, dalle crescenti povertà e anche da un riduzione della spesa pubblica che si ripercuote sulla qualità e quantità dei servizi che erogano gli enti locali. Un’indagine sperimentale ma che ci consegna un quadro sullo stato di salute della nostra città e anche sulle diverse problematiche avvertite nei Municipi che la compongono. Per noi è una utile guida per il lavoro che ci attende, soprattutto nel confronto con il Comune e le altre istituzioni pubbliche. Per noi della Cgil la contrattazione sociale è diventata ormai pratica consolidata nei territori per estendere tutele e lavorare per l’inclusione. Il diritto alla salute, formazione, alla casa, la tutela delle categoria più svantaggiate sono elementi che innalzano la qualità della vita e offrono risposte soprattutto a chi solo alla sfera pubblica può rivolgersi per avere risposte a determinati bisogni”.

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