Il Tribunale di Taranto ha riconosciuto agli eredi di un sottufficiale della Marina militare che morì di cancro al polmone provocato dall’esposizione all’amianto a bordo delle navi militari italiane, un risarcimento complessivo di circa 700mila euro (tra speciale elargizione, rivalutazione e ratei non goduti) e una pensione mensile di 1600 euro. Lo rende noto ‘Contramianto onlus’, che ha fornito assistenza legale alla famiglia del’uomo.
“A dieci anni da quel decesso – sottolinea Luciano Carleo, presidente dell’associazione – la famiglia, composta da vedova e figlio, ottiene il riconoscimento di ‘Vittima del dovere’. Nessuna somma potrà riportare in vita il proprio caro, ma con quel riconoscimento viene sancita la correlazione tra tumore e amianto killer. Un diritto sacrosanto per quella morte rubata che, come dimostrato da Contramianto – afferma Carleo – è stata provocata dalla inalazione delle fibre cancerogene di amianto respirate dal marinaio lavorando e vivendo sul naviglio di Stato”.
Taranto, militare della Marina muore per esposizione all’amianto: dopo dieci anni arriva il maxi risarcimento
Pubblicato da: redazione | Mer, 10 Gennaio 2018 - 10:15
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