“Ciao, sono single e vengo da Bari ma vivo a Barcellona. Vogliamo vederci in webcam?”. Iniziano così i tentativi di truffa hard in webcam su Facebook: prima la richiesta d’amicizia e i messaggi privati da parte di un profilo “fake”, con la privacy violata e l’accesso a tutti i dati e le informazioni personali.

Poco dopo in chat la presunta ragazza “sexy” invita l’utente a connettersi con la webcam a siti internet esterni al social network. La truffa consiste nella registrazione del filmato a luci rosse. Da quel momento il video diventa strumento di ricatto, la minaccia di pubblicazione online su Youtube e conseguente estorsione economica. I profili vengono eliminati o segnalati dagli utenti poche ore dopo e i messaggi vengono rimossi.

Dal 2015 la polizia di stato, nella pagina “Una vita da social”, ha inserito un vademecum sui ricatti online: “La prima cosa da fare – si legge nel post – è non perdere la calma. Non pagate assolutamente la somma che vi viene chiesta: prendete nota rapidamente di tutti i contatti del ricattatore (magari con uno screenshot del suo profilo) e poi immediatamente bloccatelo e cancellatelo, sia da Skype che da Facebook. Nella stragrande maggioranza dei casi il ricatto difficilmente ha un seguito se il truffatore viene bloccato: gli autori della truffa non hanno interesse a perdere tempo a diffondere video di uomini nudi tra i contatti del truffato, ma puntano sulla paura dell’utente inesperto che, non avendo grande dimestichezza con i mezzi di tutela”. Alcune truffe sarebbero state compiute perfino con video pre-registrati.

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