Salvaguardare le casse regionali e il paesaggio pugliese dal rischio che gli impianti fotovoltaici e eolici esistenti, ormai obsoleti, possano essere abbandonati alla scadenza delle autorizzazioni; e promuovere la produzione di energia elettrica da idrogeno, abbandonando il carbone. E’ il duplice obiettivo che si pone la proposta di legge depositata ieri mattina in Consiglio regionale dalla maggioranza.

Il “padre” della pdl è il consigliere di Noi a Sinistra, Enzo Colonna, che ha lavorato per mesi a questo progetto legislativo che sarebbe il primo nel suo genere in Italia. La Puglia detiene il record italiano di produzione di energia da fotovoltaico, oltre il 14% del totale della Penisola. E vanta anche la più elevata dimensione media degli impianti fotovoltaici, con una taglia media di 62 Kw. Il problema è che molte licenze sono in scadenza, il rischio è che chi ha investito 10-15 anni fa nel fotovoltaico o nell’eolico non abbia più interesse a farlo e a proseguire nell’attività. Questo potrebbe comportare che la Puglia si ritrovi con centinaia di impianti sparsi sul territorio ormai obsoleti e da smaltire. Teoricamente toccherebbe alle imprese occuparsene, ma la preoccupazione è che alcune società possano essere state create ad hoc e che possano smaterializzarsi al momento opportuno. La proposta di legge depositata ieri tenta di impedire questo, come? Favorendo l’ammodernamento degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e solare, “mediante – si legge – la previsione di una disciplina dei procedimenti amministrativi relativi agli interventi di integrale ricostruzione, potenziamento, rifacimento e riattivazione degli impianti esistenti, in grado di offrire certezza regolamentare e semplificazione amministrativa e, al contempo, ridurre le ripercussioni negative sull’ambiente e il consumo del suolo, con un migliore inserimento degli impianti stessi nel contesto paesaggistico e naturale”.

La Puglia, oggi, è tra le prime regioni per quantità complessiva di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Su tutto il territorio, ma in particolare in Salento e nel Foggiano, negli ultimi 15 anni sono nati come funghi impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. La proposta di legge punta, ora, a favorire i processi di ammodernamento degli impianti esistenti ed evitare ulteriore consumo di suolo. Dall’altra parte, il secondo obiettivo è ottimizzare le fonti rinnovabili producendo idrogeno con energia elettrica non consumata e non immessa nella rete e che viene dispersa. Sono diversi gli interventi che vengono previsti dalla norma, ad esempio: realizzazione di impianti alimentati ad idrogeno per la produzione di energia elettrica e calore al servizio di edifici pubblici e privati; misure per la realizzazione di impianti, anche sperimentali, di produzione e distribuzione di idrogeno e la promozione del rinnovo del parco rotabile, su gomma e su ferro, del servizio di trasporto pubblico con il ricorso a mezzi dotati di celle a combustibile alimentate ad idrogeno; esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per le vetture alimentate ad idrogeno; misure di sostegno per la ricerca. Sul fronte dell’ammodernamento degli impianti eolici e solari, invece, vengono posti paletti e, allo stesso tempo, forniti incentivi: ad esempio, viene data la possibilità di proseguire con l’esercizio degli impianti esistenti, obbligando, però, i proprietari e gestori ad ammodernare le strutture tecnologicamente, a ridurre le dimensioni degli impianti e fornire garanzie per il ripristino dello stato dei luoghi. Non solo: ai Comuni che ospitano nei loro territori gli impianti verrebbero riconosciute “misure di compensazione”.

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