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Sono stati notificati ieri i ricorsi contro l’autorizzazione concessa dalla Regione Puglia alla società Newo per la realizzazione in territorio di Bari, e a ridosso di Modugno, di un impianto di trattamento e coincenerimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Ricorso, dunque, è stato presentato dai sindaci di sette comuni – Nicola Magrone per il Comune di Modugno insieme con Giuseppe Delzotto per il Comune di Binetto, Fiorenza Pascazio per Bitetto, Giuseppe Giulitto per Bitritto, Tommaso Depalma per Giovinazzo, Anna Zaccheo per Palo del Colle, Giuseppe Giannone per Sannicandro – e ricorso è stato fatto anche dall’Aro Ba2, l’Ambito di Raccolta Ottimale, di cui Modugno è il comune capofila.

Tra i motivi del ricorso la natura sperimentale dell’impianto, la sperimentazione su scala industriale e per giunta su rifiuti pericolosi, le perle vetrose (cioè il materiale prodotto dalla ossidocombustione di rifiuti pericolosi e non) che non cesserebbero di essere rifiuti e che come tali non consentono all’impianto di essere qualificato diversamente da un inceneritore, incompatibilità tra il piano industriale dell’Aro Ba2 e il progetto Newo poiché la messa in esercizio dell’inceneritore comporterebbe per i Comuni che hanno investito in termini economici e di personale nella raccolta differenziata, raggiungendo in poco tempo percentuali di raccolta superiori al 70%, come i comuni ricorrenti costituenti l’ARO BA/2, un gravissimo danno economico in quanto vedrebbero vanificare l’impegno profuso per raggiungere gli obiettivi imposti dalla legge nazionale e recepita dalla normativa regionale. Insomma l’autorizzazione regionale viene considerata “lesiva dei diritti degli enti locali ricorrenti”.

L’assessore all’ambiente del Comune di Modugno Tina Luciano sottolinea: “Che questo progetto sia in aperto contrasto con quanto stabilito dalla legge 24/2012 che ha istituito gli Ambiti di Raccolta Ottimale (ARO) è stato ribadito più volte dal Comune di Modugno in Conferenza di Servizi. Le dichiarazioni del Presidente della Regione confermano quale sia il vero scopo di questo impianto, che “eliminerebbe la necessità di fare la raccolta differenziata che tanti problemi crea”.


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