Le reliquie in missione per quattro mesi lo scorso anno a Mosca, nella cattedrale di Cristo Salvatore, e a San Pietroburgo, nel monastero di Aleksandr Nevskij. Un evento che ha visto coinvolti oltre 2 milioni di fedeli russi intenti a venerare il santo più amato, con code chilometriche e attese di ore. Tra loro anche il presidente della Federazione Vladimir Putin.

La presenza di una chiesa russa a Bari e della cripta della basilica dedita al rituale ortodosso. Le migliaia di pellegrini che ogni anno da oltre Urali raggiungono la città per pregare innanzi alle spoglie custodite da oltre 930 anni nel cuore del centro storico. È stretto, strettissimo il legame tra il capoluogo pugliese e la chiesa ortodossa di Mosca. A suggellarlo è il culto per San Nicola, il più venerato tra i credenti della chiesa diretta dal patriarca Cirillo (Kirill). La storica visita di Papa Francesco a Bari il prossimo 7 luglio per la preghiera ecumenica per la pace in Medio Oriente, potrebbe essere proprio l’occasione per un incontro tra i capi delle due chiese e una definitiva riconciliazione tra esse, in nome del Santo di Myra. Un’occasione per dialogare, chiarire, riavvicinare le due istituzioni religiose e magari individuare proposte unitarie per uscire dai conflitti in atto in Medio oriente, a partire dal più cruento in Siria. E Bari con le spoglie del suo santo custodite nella Basilica può essere la sede più appropriata perché ciò avvenga.

Come lo fu nel marzo di undici anni fa, quando il presidente della Federazione Russa incontrò l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi. Un incontro che permise di allacciare relazioni diplomatiche e, soprattutto, economiche e commerciali tra i due Paesi, messe in discussione solo con quella sorta di embargo deciso dall’Europa nei confronti del gigante dell’Est dopo la crisi Medio orientale. Ma quell’incontro sancì anche il passaggio della monumentale chiesa russo ortodossa del rione Carrassi, devota anch’essa al culto di San Nicola, dalla proprietà del Comune di Bari al Patriarcato di Mosca (le procedure formali terminarono nel gennaio 2012 e permisero, attraverso il passaggio delle proprietà demaniali dello Stato, l’acquisizione da parte della municipalità barese dell’ex Caserma Rossani dismessa da anni nel cuore dello stesso quartiere). Putin si inginocchiò innanzi all’effige del Santo ed entrò nel cuore dei fedeli baresi custodi del luogo più venerato dagli ortodossi dopo Gerusalemme. La statua sorta nella piazza della Basilica ricorda quel passaggio storico che nei prossimi mesi potrà conoscere un nuovo capitolo del secolare legame tra le due realtà.

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