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I trattamenti con i fitofarmaci sugli ulivi per contrastare l’avanzata della Xylella, ormai giunta anche in provincia di Bari, “sono obbligatori e dobbiamo farli in questo mese: non dobbiamo fare lo stesso errore di quando ci fu chiesto di tagliare alcuni alberi e si arrivò alle vie legali tutt’ora pendenti. Dobbiamo avere responsabilità. Sono trattamenti dolorosi, però consentiti e non pericolosi allo stato dell’arte della scienza e della medicina”.

Lo ha spiegato l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Leo Di Gioia, oggi a margine di una riunione con alcuni sindaci nella sede dell’Anci Puglia, per discutere anche delle ordinanze con cui alcuni primi cittadini si stanno opponendo alle pratiche previste dal decreto ministeriale. L’assessore ha poi precisato che una determina regionale ha “rimodulato l’allegato” del decreto Martina, e quindi “c’è la possibilità di scegliere di non utilizzare i cosiddetti neonicotinoidi che sono quelli che destavano qualche preoccupazione per il tema delle api”. E ha poi sottolineato che i prodotti indicati per i trattamenti sono “autorizzati dal ministero della Sanità, e indicati dal ministero dell’Agricoltura come idonei a contrastare il vettore della sputacchina nel caso specifico di trattamento sugli ulivi”.

“E non è vero – ha aggiunto – ci sia l’esigenza di farlo su un territorio molto, molto ampio. Si farà solo sugli ulivi e con una incidenza di circa 12 grammi di prodotto per ogni ettaro, con impatti che non sono devastanti come sono stati raccontati”. Se i sindaci “rifiuteranno” di eseguire i trattamenti obbligatori, l’assessore ha spiegato che “valuteremo poteri sostitutivi, cioè di annullare quelle attività in contrasto con il decreto nazionale sia con la determina e quindi con le norme regionali”.


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