“Si è aspettato che fosse la magistratura a dire al mondo intero che l’Ilva inquinava. Noi non siamo e non ci sentiamo assassini. Abbiamo fatto del nostro meglio, in base a ciò che la legge ci permetteva. Non siamo più disposti ad accettare ricatti e un’Ilva a prescindere”. E’ lo sfogo di un operaio (fonte Ansa) dello stabilimento siderurgico di Taranto, Piero Vernile, Rsu della Uilm, contenuto in una lettera aperta rivolta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro uscente dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione. “Sono un operaio Ilva, entrato – spiega – in fabbrica a 19 anni, padre di tre bambine. Sono favorevole a bonifiche reali, all’ambientalizzazione, alla tutela della salute e al mantenimento di tutti i posti di lavoro. Voglio ricordarvi che a Taranto ci sono circa 10.300 dipendenti Ilva e più di 4.000 dipendenti delle ditte dell’indotto. Come si fa ad affermare che si garantirà lavoro e diritti a tutti? C’è chi mente sapendo di farlo”
Ilva, operaio scrive a Mattarella: “Non siamo più disposti ad accettare ricatti e la fabbrica a prescindere”
Pubblicato da: redazione | Gio, 24 Maggio 2018 - 14:45
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