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Un lungo vertice in prefettura per scongiurare il blocco delle attività giudiziarie. La tendopoli allestita nel parcheggio del Palagiustizia a causa delle criticità strutturali sarà smontata in tempi brevi per essere sostituita da prefabbricati. Nel frattempo si continuerà a cercare una soluzione tampone per il trasferimento degli uffici.

Domani vertice a Roma al ministero della Giustizia, sul tavolo la ricerca di edifici alternativi. Il sindaco Antonio Decaro ha formalizzato la revoca dell’agibilità (finora sospesa) e il seguente sgombero che avverrà gradualmente. Inoltre, il Comune ha ufficializzato la richiesta dello stato d’emergenza che la Regione notificherà a Roma.

“Constatiamo situazioni di criticità – spiega Angelo Borrelli, capo nazionale della Protezione Civile – abbiamo deciso di trovare soluzione alternativa. Le tende non possono esistere e dovranno essere sostituite da stabili veri e propri. Ci sono soluzioni tampone sul territorio, già disponibili ma bisogna seguire un percorso amministrativo”. “L’emergenza – spiega Decaro nel video – colpisce magistratura e forze dell’ordine che con il dura lavoro hanno limitato 14 clan criminali. Ci sono cittadini che denunciano, non vorrei che blocco giudiziario riporti Bari in tempi antichi. Questo non succederà, per questo ho formalizzato la richiesta dello stato d’emergenza alla Regione che a sua volta la notificherà allo Stato. Lo sgombero avverrà nei prossimi giorni”.

Nel pomeriggio di oggi, 31 maggio 2018, il Comune ha stabilito anche che lo “sgombero dovrà avvenire, entro e non oltre il termine di 90 giorni dalla notifica, previo coordinamento della proprietà con le autorità competenti in materia  (vigili del fuoco, autorità di pubblica sicurezza, ecc.), che dovranno fornire le necessarie prescrizioni operative, sia preventive che in corso d’opera, e coordinare le operazioni. Inoltre, allo scopo di limitare le sollecitazioni sugli elementi portanti del palazzo orizzontali e verticali, riducendo il rischio, deve immediatamente provvedersi, a cura della proprietà, allo spostamento della documentazione di archivio e degli arredi di maggior ingombro e peso dai piani superiori al livello interrato, previo trasferimento in altra sede – sempre a cura della proprietà – del materiale già presente a livello interrato dell’immobile, ai fini del mantenimento del carico di incendio risultante dalle operazioni di movimentazione entro limiti compatibili con gli standard di sicurezza antincendio, anche nel periodo transitorio”.

Inoltre, sempre l’Inail, proprietario del palazzo, “dovrà redigere uno specifico piano di gestione dell’emergenza finalizzato alla mitigazione dei rischi presenti, in modo da permettere l’inibizione dell’accesso agli estranei e l’accesso limitato e controllato delle persone autorizzate e preposte, in coordinamento con le autorità di cui al precedente punto. Tale piano deve prevedere: le misure di sicurezza, i mezzi di soccorso e i dispositivi di protezione collettiva e individuale da predisporre preliminarmente e durante le operazioni interne all’immobile, i percorsi, le vie di fuga e le relative prescrizioni di protezione e di uso (ad es. divieto di uso degli ascensori), il presidio costante da parte di personale altamente qualificato alla gestione del rischio e all’apprestamento dei soccorsi in caso di emergenze  e l’accesso limitato (per numero di persone, per locali impegnati e per tempo impiegato) all’edificio”.


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