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I medici di famiglia al centro di un modello di medicina territoriale che potrebbe risolvere diverse criticità del sistema sanitario: liste di attesa, gestione delle guardie e delle urgenze. “Regione e Asl Bari sblocchino le richieste di attivazione per i dieci nuovi Centri polispecialistici territoriali in attesa da tempo” auspica Nicola Calabrese, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) di Bari.

Calabrese ha commentato in una nota il varo da parte della Giunta regionale pugliese del regolamento che dovrebbe avviare la riconversione di 33 strutture ospedaliere in Punti territoriali di assistenza, noti anche come “Case della Salute”. “I medici di famiglia – aggiunge il segretario regionale – sono già pronti ad accogliere un nuovo modello territoriale di assistenza imperniato sui Cpt, secondo il modello disegnato dal ‘Care Puglia 3.0’. È il momento di passare dalle parole ai fatti”.

Secondo la nota, oggi le malattie croniche incidono sul 40 per cento della popolazione, un milione e 600mila persone in Puglia, assorbendo circa i quattro quinti della spesa sanitaria. La Federazione dei medici auspica risposte differenti ai nuovi bisogni di salute secondo il “Chronic care model” che mette al centro il paziente, come delineato dal progetto Care Puglia 3.0. In tutta la Regione, conclude la nota, sono duemila i collaboratori di studio e 700 gli infermieri che già collaborano con i medici di famiglia nella presa in carico dei pazienti e nell’erogazione di servizi come l’assistenza domiciliare integrata.


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