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“Con un piccolo sostegno potrei migliorare”: lo ha detto una ragazzina affetta da tetraparesi spastica e ritardo dello sviluppo psicomotorio intervenuta oggi a Bari nella conferenza stampa indetta dal gruppo regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia per dar voce ai disabili, gravi e gravissimi, in merito al problema degli assegni di cura.

La situazione, raccontata da alcune famiglie altamurane, presentate nell’incontro con i giornalisti come “un campione rappresentativo della situazione pugliese”, investe i criteri di assegnazione degli assegni di cura, nel momento in cui – è emerso – a seguito delle valutazioni di carattere medico e socio-economico le Asl stanno procedendo all’erogazione del contributo in favore degli ammessi al beneficio del bando 2017. Nel barese la platea dei beneficiari – è stato spiegato – è di 1.477 pazienti; mentre sono 1.150 i non ammessi al beneficio e 151 non ammessi a valutazione sanitaria; oltre ai 32 istanti che hanno presentato rinuncia espressa.

“I disabili – ha detto Paolo, 18 anni, su una sedia a rotelle – non sono punteggi, hanno diritto a condurre una vita per quanto possibile normale e questo non lo si può ignorare. È necessario cambiare atteggiamento”. Le famiglie nel definire “il sistema burocratico folle” hanno lamentato “criteri restrittivi, visite mediche sbrigative o decisioni prese non avendo riguardo in merito allo stato dei pazienti”, contestando “il criterio del punteggio di fragilità socioeconomica vincolato ad indicatori, come quello relativo alla situazione economica equivalente (Isee), criteri che ledono la dignità di chi affetto da disabilità e ha diritto ad essere assistito a casa e nella vita”.

Al termine dell’incontro il capogruppo di Nci, Ignazio Zullo, ha annunciato una mozione che avrà lo scopo di impegnare il Consiglio regionale della Puglia a farsi carico delle istanze delle famiglie e dei disabili, per chiedere la revisione dei criteri con un sistema in cui la valutazione multidisciplinare della patologia abbia maggior peso rispetto ai soli dati socio-economici. Zullo, con i colleghi consiglieri regionali Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini, ha poi sottolineato “l’assurdità” di un sistema che non ammette appello sul giudizio di non ammissibilità all’assegno di cura. Da qui l’invito, anche in vista del bando 2018, “a rivedere tutto il sistema”, ascoltando le testimonianze di quanti oggi hanno chiesto che l’assegno di cura sia istituzionalizzato.


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