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“Negando i rilanci sull’offerta non si è fatto fino in fondo l’interesse dello Stato e dei cittadini”. C’è stato un  “eccesso di potere che secondo noi in questo caso c’è, e che per l’Avvocatura dello Stato si può configurare, rendendo la gara illegittima”. Così il ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, illustrando in conferenza stampa il parere dell’Avvocatura dello Stato su Ilva, sottolinea che “Acciaitalia aveva chiesto di rilanciare. I rilanci erano permessi – ha spiegato  – perché permettendo i rilanci in quel caso si voleva tutelare l’interesse pubblico con la migliore offerta”.

Secondo le statistiche, riferisce il ministro, nel 92% dei casi di queste procedure sono stati permessi i rilanci, “i rilanci – spiega Di Maio – come la concorrenza non solo sono una cosa tecnica, ma sono una possibilità per i cittadini di Taranto e dei lavoratori di avere una migliore offerta dal punto di vista occupazionale e ambientale questo significa che non si è fatto fino in fondo l’interesse dello Stato e dei cittadini. Questi sono stati penalizzati”. Di Maio ha più volte ribadito che “è stato compiuto il delitto perfetto”. Poi ha aggiunto: “Se ci fossero stati i rilanci ora ci sarebbero zero esuberi”.

L’avvocatura, secondo Di Maio, “conferma i dubbi dell’Anac e quindi per due punti passa una sola retta”. In particolare, nel parere dice che “per quanto riguarda l’annullamento deve decidere l’amministrazione, cioè il ministero ma ci dà delle informazioni: per sussistere ci deve essere l’illegittimità dell’atto e ci deve essere la tutela dell’interesse pubblico concreto e attuale”. “Per noi l’illegittimità dell’atto c’è e c’è un eccesso di potere, che si configura anche nel momento in cui non si accettano i rilanci”. Altro punto, invece, è quello dell’interesse pubblico che riguarda due questioni: il piano ambientale, e per questo il ministro ha un appuntamento con il titolare dell’Ambiente, Sergio Costa, “e ci metteremo d’accordo sui termini intermedi che riguardano i termini ambientali”. Il secondo punto riguarda l’accordo con i sindacati, che “può soddisfare l’interesse pubblico, concreto e attuale, qualora si abbia un’Ilva unita e che dà posti di lavoro veramente”. Le parole di Di Maio hanno scatenato la rabbia delle opposizione, da Forza Italia al Pd. “Allucinante. Ci aspettavamo di conoscere finalmente il parere dell’Avvocatura dello Stato rimasto, a detta della stampa, diversi giorni nel cassetto del ministro. Ci siamo sorbiti invece il commento, confuso e sibillino oltre che concettualmente e politicamente pericoloso, di un incompetente ministro ad un parere che sarebbe stato secretato, cosa mai accaduta in passato e inconcepibile per un atto dell’Amministrazione pubblica”: così la senatrice Teresa Bellanova (Pd) che annuncia di voler chiedere “l’audizione urgente del ministro perché riferisca in Parlamento”. “Delle due l’una: o quella gara può essere annullata, alla luce del parere, o quella gara non va annullato. L’eccesso di potere che ravvisa il ministro – dice ancora Bellanova – è soltanto nella sua testa”.

 

 


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