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“We kill you”. Ovvero: “Ti ammazziamo”. Questo il messaggio ricevuto dal sociologo e scrittore barese Leonardo Palmisano, che ha denunciato alla polizia postale di aver ricevuto minacce di morte sul suo profilo Facebook, dopo la pubblicazione il 24 aprile scorso, sul Corriere del Mezzogiorno, di un suo articolo su presunti legami tra la mafia garganica e quella nigeriana per la gestione della prostituzione e lo spaccio di droga nel Nord della Puglia.

L’inchiesta fa parte di uno studio più ampio sul presunto radicamento della mafia nigeriana in Africa e in Europa e in particolare in Italia come paese di cerniera. Palmisano avrebbe scoperto la presenza di esponenti della organizzazione criminale nigeriana “black axe” all’interno del ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano, che gestirebbero il giro della prostituzione nella zona. Un’inchiesta giornalistica cui Palmisano sta lavorando da tempo e che è anche stata ripresa dal Corriere della Sera con un servizio di Goffredo Buccini nel maggio scorso. Le minacce a Palmisano sarebbero partite da cinque differenti profili fake di presunte ragazze nigeriane. I messaggi si sarebbero autodistrutti dopo essere stati letti e questo induce a ipotizzare che dietro le minacce ci siano gruppi bene organizzati.

La denuncia è stata presentata una settimana fa ma se ne è avuta notizia solo oggi. “A Facebook – ha detto Palmisano – chiederemo copia delle conversazioni che in realtà sono state unilaterali. ‘We kill you’, ti uccideremo, era scritto nei messaggi dietro cui non ho trovato corrispondenza e spariti subito dopo averli letti in allegato a copia degli articoli pubblicati”.


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