A dieci giorni dall’inizio del campionato per la nuova Ssc Bari di Aurelio De Laurentiis è caos allo stadio San Nicola. Militari della Guardia di Finanza sono entrati questa mattina per una  perquisizione negli uffici e ne sono usciti con alcuni faldoni. I documenti dovrebbero riguardare la gestione della vecchia società di calcio, la As Bari. L’arrivo delle Fiamme galle è coinciso, però, con il sopralluogo dei consiglieri comunale d’opposizione, Irma Melini e Sabino Mangano, ai quali è stato negato però l’accesso alla struttura.

“Trovo alquanto grave che il Comune di Bari stia negando l’accesso allo stadio San Nicola -spiega Melini -, attualmente gestito dal Comune, ai consiglieri comunali che hanno regolarmente comunicato il sopralluogo di oggi per verificare lo stato dei luoghi a dieci giorni dall’inizio del campionato. Il Comune di Bari non ha giustificato in alcun modo questo grave diniego. Anzi, il comandante della Polizia Municipale rimpalla la responsabilità alla Multiservizi e ad un inesistente in loco elenco di persone autorizzate, dimenticando che un consigliere comunale non ne ha bisogno. Prendo atto, però, che in queste ore – conclude –  di attesa hanno lasciato lo Stadio San Nicola funzionari della Guardi di Finanza con dei faldoni”.

I consiglieri lamentano quindi il fatto che a loro sia stato impedito di accedere allo stadio per verificare l’attuale situazione e comprendere quali siano i costi di aggravio in bilancio per l’amministrazione, prima che la gestione passi alla società di De Laurentiis. Un caso che esplode proprio il giorno in cui il presidente ha annunciato di aver chiesto all’Uefa di poter disputare le partite di Champions League del Napoli proprio nell’impianto del capoluogo pugliese.

Il blitz

Documentazione relativa alla vecchia gestione della società As Bari Calcio, quella della famiglia Matarrese, è stata acquisita questa mattina presso lo stadio San Nicola. A quanto si è appreso – precisa l’Ansa –  si tratta di una indagine avviata cinque anni fa, dopo la dichiarazione di fallimento della società (il titolo fu poi messo all’asta e acquistato da Gianluca Paparesta). Il fascicolo d’inchiesta, in cui si ipotizza il reato di bancarotta fraudolenta, è coordinato dal pm di Bari Bruna Manganelli. Il magistrato ha disposto l’acquisizione di documentazione utile a definire il quadro debitorio dell’epoca. Allo stadio si sono recati un consulente della Procura e il curatore fallimentare, accompagnati dalla Guardia di Finanza. Stando alla sentenza di fallimento del marzo 2014, la società di calcio barese sorta nel 1928 e dal 1977 nelle mani della famiglia Matarrese, avrebbe accumulato negli ultimi anni debiti per circa 31 milioni di euro, tra tasse, fornitori e stipendi. Con la dichiarazione di fallimento il titolo fu messo all’asta. Dopo una breve gestione Paparesta, la nuova società sportiva passò nelle mani di Cosmo Giancaspro  e ora il Bari è stato acquistato dall’imprenditore  Aurelio De Laurentis.

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