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“Il Pip di Santa Caterina, uno stato di abbandono che grida vendetta”. La denuncia è di Fabio Romito, candidato sindaco della Lega a Bari.

Secondo il consigliere comunale, più di 70 aziende artigiane, che occupano complessivamente 500 operai, sono “abbandonati al loro destino grazie a 15 anni di governo di centrosinistra”.  Il Pip di Santa Caterina, realizzato attraverso l’assegnazione agli artigiani di suoli edificabili per la realizzazione di insediamenti produttivi, presenta molteplici criticità di diversa natura che ne stanno compromettendo lo sviluppo.
“Dei due comparti – spiega Romito – il più piccolo fu assegnato attraverso un bando pubblico e il pagamento di circa 30 euro a metro quadro con il diritto di proprietà, mentre il secondo comparto (più  grande per dimensione ed estensione totale) fu edificato attraverso la concessione del diritto di superficie a 99 anni. In tutto questo tempo, tuttavia, il diritto di superficie non è mai stato trasformato (dietro il corrispettivo di una somma da concordare) in diritto di proprietà, impedendo così agli artigiani di poter disporre in modo pieno ed esclusivo dei complessi aziendali da loro edificati fra mille sacrifici, e che senza questa modifica non possono essere neppure utilizzati come garanzie per un credito bancario.
Poi c’è un problema di pulizia e igiene: ratti, zanzare, serpenti, reperti di amianto, sterpaglie secche ( innesco potenziale di incendi devastanti) la fanno da padrona. Dei lotti assegnati nella prima procedura, infatti, molti non sono stati mai edificati e versano quindi in condizioni di abbandono o peggio sono divenuti depositi a cielo aperto.
A lanciare l’allarme, raccolto da Romito, è Sebastiano Macinagrossa, presidente e anima dell’Associazione Santa Caterina Sviluppo, nata per sostenere artigiani e operai.

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