“È una manovra che probabilmente avrei provato a fare anche io se fossi stato al posto del governo”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con riferimento alla manovra finanziaria varata ieri dal Consiglio dei Ministri, a margine di Urbact, il festival delle buone pratiche dell’Anci che si tiene a Bari.
“Riuscire a tenere insieme la cura delle persone più deboli e, contemporaneamente, abbassare la tassazione sulle piccole e medie imprese per rilanciare l’economia, – ha aggiunto – è un’azione tipicamente di sinistra, quindi tipica di chi immagina un welfare forte uguale per tutti, ma non dimentica la necessità di sostenere le partite Iva”.
“Questa manovra prova a tenere insieme nella comunità tutti i ceti sociali  – continua – e in questo assomiglia molto al programma di governo della Puglia. Faccio una previsione, che la misura reddito di cittadinanza del governo sarà uguale al reddito di dignità pugliese, cioè non potrà essere uno stipendio a perdere, ma sarà una politica attiva del lavoro, mista tra formazione e reinserimento”.
Il governatore ha concluso con l’ennesima stoccata al Pd: “Non può difendere interessi lobbistici, deve tornare a essere un partito di popolo. C’è da chiedersi come è possibile che nel passato la sinistra ufficiale non sia riuscita a fare manovre del genere. Probabilmente ha pensato che la manovra sugli 80 euro fosse sufficiente”.
Sempre nel corso del convegno è intervenuto anche il sindaco Antonio Decaro, presidente dell’Anci.  “Se si riuscirà a fare quello che è stato annunciato, la manovra sicuramente è positiva, il reddito di cittadinanza vede i sindaci convinti che possa essere una forma di contrasto alla povertà. A Bari siamo stati fra i primi a introdurlo con i Cantieri di cittadinanza già nel 2014, lo hanno fatto i sindaci di Livorno, Napoli, Ragusa. Il reddito di cittadinanza – ha aggiunto – è un’evoluzione rispetto a quello che abbiamo già fatto in alcune comunità, che spero sia accompagnato dai tirocini formativi, altrimenti è solo una forma di sostegno al reddito. Se accompagnato da un tirocinio formativo – ha concluso – è un modo per dare dignità alla persona che riceve un emolumento ma è anche un modo per permettere a quella persona di imparare un mestiere e affrancarsi dalla disoccupazione”.
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