Cinque anni di amministrazione Decaro, tra nuove opere, momenti difficili come la guerra alle fornacelle abusive, l’addio a Maria Maugeri (ambientalista e consigliera comunale, ex assessore all’Ambiente) e Nicola Marzulli (comandante polizia locale). Cinque anni di gioie, contrasti, polemiche, inaugurazioni. Antonio Decaro oggi traccia un primo bilancio del suo mandato e, in caso di sua rielezione, elenca i passi principali da compiere: dalle periferie ai nuovi parchi fino a servizi più efficienti.

Cosa l’ha spinta a ricandidarsi per un secondo mandato?

Fare il sindaco è l’esperienza umana e politica più intensa della mia vita. Tutti sanno della mia titubanza iniziale quando mi sono candidato per la prima volta nel 2014. Quando però sono stato eletto e ho cominciato questa avventura, ho capito subito che sarebbe stato difficile smettere. Già dopo un anno ho detto che mi sarei ricandidato per un secondo mandato. Per me fare politica ha sempre significato provare a trasformare la realtà che ci circonda e cinque anni sono troppo pochi per vedere il risultato dei cambiamenti che abbiamo innescato. Spero di continuare questo percorso insieme ai baresi.

Quali sono le cose per le quali è più soddisfatto del suo primo mandato?

Sicuramente so di aver fatto degli sbagli e di aver portato avanti dei progetti positivi. Sono sicuro che su alcuni temi abbiamo impresso un cambiamento che darà dei frutti importanti, penso alla politica sui grandi eventi, penso all’impegno che stiamo mettendo per incrementare il verde cittadino, anche se siamo consapevoli di dover migliorare la manutenzione, penso alla nuova vita di Torre Quetta. I baresi hanno riscoperto il piacere di un luogo che è a tutti gli effetti tra i più belli di Bari.

E quelle che al contrario avrebbe fatto meglio?

Dobbiamo sicuramente migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini, in particolare per la raccolta dei rifiuti, la manutenzione del verde e il trasporto pubblico, anche se su quest’ultimo fronte abbiamo avviato un percorso importante con il rinnovo di  oltre la metà del parco mezzi, con la lotta a chi non paga il biglietto, con gli abbonamenti over 65, con la digitalizzazione dei servizi. Ora speriamo di aumentare i chilometri con un finanziamento regionale per ridurre i tempi di attesa alle fermate degli autobus.

Quali sono stati i momenti più difficili di questi cinque anni?

Sicuramente la festa di San Nicola di qualche anno fa, durante la rivolta degli ambulanti abusivi sul lungomare, e poi la scomparsa di due compagni di viaggio a me molto cari, Maria Maugeri e il comandante Marzulli. Anche il fallimento del Bari ha scandito giorni difficili, con un’intera città che sperava in un miracolo e che, dopo la delusione, ha saputo mettere passione ed entusiasmo dentro questa nuova avventura.

Quali sono le opere, i progetti che vorrebbe concludere eventualmente in un secondo mandato?

Mi piacerebbe scoprire la targa di intitolazione del parco dell’ex gasometro a Maria Maugeri. Quello sarebbe il compimento di un percorso e di una storia collettiva. Quel progetto è il segno tangibile del lavoro di tantissime donne e uomini che dal 2004 ad oggi hanno lavorato con passione per questa città. E poi c’è il mare, nel secondo mandato vorrei veder terminati i lavori di almeno due parti di waterfront, Bari vecchia e Santo Spirito.

Riguardo al sostegno da parte di alcune liste civiche, lei si è dissociato subito. Crede che potrebbe influire sulla sua campagna elettorale a vantaggio di altri? 

La mia campagna elettorale, l’ho detto a chi tentava di tirarmi dentro accordi elettorali, sarà fare il sindaco fino all’ultimo giorno continuando a stare per strada, seguendo i cantieri, incontrando i cittadini e immaginando insieme a loro il programma. In questi cinque anni le forze politiche che siedono insieme a me in consiglio comunale hanno dimostrato di essere una maggioranza unita e coesa e di saper raggiungere traguardi importanti per i cittadini. Insieme a loro cammineremo spediti verso il traguardo del 2019. Se i baresi vorranno premiare i nostri sforzi lo scopriremo all’indomani del voto. Credo che la coerenza sia un valore non barattabile.

Ultima domanda. Perché un barese dovrebbe votare per lei?

Un barese dovrebbe votare per me solo se intende continuare a camminare insieme a noi, se condivide il nostro percorso, se crede sia giusto rinunciare anche ad un pezzetto di strada sotto casa sua per offrirla e condividerla con gli altri.

 

aqpfacile.it
progettoimmobiliaresrl.com
© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.
caricamento...

LASCIA UN COMMENTO:

Please enter your comment!
Please enter your name here