Boccia l’amministrazione Decaro senza riserve e promette concorsi per “ringiovanire” il personale e una rimodulazione delle imposte locali. Fabio Romito è il candidato sindaco per la Lega. Esponente di un centrodestra che non ha ancora trovato una intesa su come affrontare il sindaco uscente Antonio Decaro e gli altri candidati.

Perché ha scelto di candidarsi a sindaco?

“In realtà la candidatura a sindaco non è stata una mia scelta autonoma perché, pur avendo  lavorato duramente per la mia città negli ultimi 9 anni (sono stato eletto a 21 anni in circoscrizione, poi ho avuto l’onore di essere l’assessore provinciale più giovane d’Italia con deleghe alle politiche giovanili, Comunitarie e alla Pubblica Amministrazione, nel 2014 sono stato eletto a Palazzo di Città) non avrei mai immaginato di poter essere la scelta di Matteo Salvini per guidare la città di Bari. Invece così è stato e in questi mesi di campagna elettorale ho potuto constatare di quanto i baresi siano pronti e abbiano voglia di cambiare pagina con un candidato giovane e “anti sistema”.

Cosa salverebbe della passata amministrazione e cosa invece no?

“Della passata amministrazione difficile immaginare cosa tenere, dal momento che a livello di progettualità a medio tempo non è stato fatto assolutamente nulla, (l’esempio più evidente è la mancata approvazione del Pug).  Da bocciare completamente, c’è anche Porta Futuro, un costosissimo e illusorio spot elettorale permanente che fino ad oggi ha sottratto enormi risorse al bilancio comunale senza adeguati ritorni economici o occupazionali, la cui chiusura sarebbe fra i provvedimenti da adottare nei primissimi giorni di mandato”.

Quali saranno i progetti che vorrebbe portare avanti, quelli, per intenderci, ai quali non rinuncerebbe?

“Utilizzare ogni risorsa disponibile, se necessario coinvolgendo anche il Governo, per consentire al Comune di indire almeno 3 maxi concorsi in modo da ringiovanire l’organico amministrativo e quello della polizia locale; stravolgere l’attuale impostazione dei tributi locali con tagli mirati finanziati con una revisione della spesa; ridare impulso a edilizia, turismo cultura e sport ad oggi grandi assenti di questi 14 anni targati Pd”.

Lei è passato da Forza Italia alla Lega, dopo un periodo da indipendente. Cosa l’ha spinta a unirsi alla Lega?

“La Lega rappresenta la vera novità qui al Sud, e io cercavo proprio un progetto che potesse rivoluzionare il vecchio modo di fare e interpretare la politica. Ho trovato una dirigenza fatta da persone competenti e perbene, e Matteo Salvini è un leader incredibile: disponibile, sempre pronto a consigliarti e a non farti mancare il suo sostegno. Un uomo, prima che un politico, davvero unico”.

Come valuta la attuale situazione del centrodestra barese?

“La Lega non ha mai cambiato idea sul tema candidato sindaco. Mi ha indicato agli alleati fin da luglio dicendosi pronta, in una logica di coesione di tutto il centro destra, a valutare un candidato condiviso e in mancanza, anche a confrontarsi con lo strumento delle primarie. Nel frattempo i nostri alleati hanno fatto altri nomi, alcuni dei quali assolutamente autorevoli, che però non hanno offerto la propria disponibilità. Preso atto che tale intesa non può essere trovata nelle stanze buie dei partiti, o con candidati assolutamente sconosciuti al territorio e imposti dall’alto, la soluzione migliore, in mancanza di accordo è quella delle primarie. I cittadini sono stanchi di questi inutili veti e di questi continui rinvii. I nostri elettori hanno voglia di riscatto e non aspettano altro. Possiamo vincere e mandare a casa il centrosinistra dopo 14 anni di oblio, perdere questa occasione sarebbe imperdonabile”.

Come porterà avanti la sua campagna elettorale?

“Da luglio sono sceso in campo come candidato Sindaco, e non mi sono fermato un attimo. Incontro giornalmente centinaia di persone, ascolto i loro problemi, le loro ansie e le loro necessità. Inoltre abbiamo messo in fila più di 30 incontri “di strada” con i cittadini baresi, e ovunque ho trovato entusiasmo e voglia di cambiamento. Dedico il mio tempo alle periferie, ai quartieri dimenticati dove la gente ha seri problemi di sopravvivenza e di sicurezza, fra le categorie produttive professionali e commerciali della città. Ho creato un legame quasi familiare con i commercianti baresi, stanchi e devastati da anni di politiche inconcludenti, tassazioni vessatorie, impietose incombenze burocratiche e continui controlli amministrativi. Una vera pazzia per una città come Bari che ha sempre vissuto di commercio e che ha bisogno di rilanciare un settore così fondamentale per la nostra economia”.

Perché i baresi dovrebbero votare per lei?

“Non voglio dire io ai baresi perché votarmi, sarei autoreferenziale. A loro chiedo solo di seguirmi, di osservarmi, di valutare il mio operato e se vedranno in me quella speranza di cambiamento vero, necessario, profondo, senza compromessi e capace di infondere ottimismo e fiducia, sapranno certamente cosa fare”.

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