Critiche di Confesercenti Puglia per le iniziative in programma a Bari per il Natale. La dura lettera è a firma di Benny Campobasso, segretario Confesercenti Puglia.

“In principio fu Torino con le luci d’autore – inizia la lettera –  Poi è toccato a Salerno che, da terminale di un’autostrada incompiuta, è diventata meta di milioni di turisti per oltre due mesi l’anno. Poi è stato il turno di Alberobello con le sue fiabesche luci sui tetti a cono dei trulli. Infine, ci sta provando Polignano che, seppur in maniera discutibile, sta tentando di destagionalizzare i flussi turistici investendo sulle luci e le atmosfere natalizie. E Bari cosa fa? In ossequio all’effetto cannocchiale sceglie le tristi e solitarie luminarie (per gentile concessione di un gruppo imprenditoriale della BAT) posizionate in modo da far venire il torcicollo e dimenticando che – nella visione prospettica non ci sono da un lato l’Arc de Trionfe e Grand Arc de la Defance oppure, nella versione londinese Admiralty Arch e Buckingham Palace ma, più semplicemente, una stazione ferroviaria di nessun pregio architettonico ed un palazzo la cui unica funzione è quella di impedirci la vista dei bei campanili della città vecchia. Per non parlare della desolazione che si respira attraversando le altre vie cittadine”.

Confesercenti ricorda che “l’atmosfera natalizia ci viene regalata dalle vetrine dei tanti negozi che, nonostante le recidive incertezze economiche, hanno deciso di investire sulle loro attività addobbandole per donarci una cornice più festaiola. E mentre Molfetta si prepara ad eventi di interesse nazionale, a Bari si decide di investire solo su piazza del Ferrarese dove, ad eccezione di qualche perla rara, assisteremo alla solita manfrina circense, una sorta di versione invernale del trittico ‘crudo, focaccia e birra’ che tanto piace a buona parte della nostra classe dirigente. Insomma  – conclude –  ancora una volta, questa città decide di non offrire nulla alle migliaia di turisti che passando da Bari decidono di tirar dritto verso le luci e le atmosfere della provincia. Un’altra occasione persa per la città, per il commercio e per i baresi che, dopo la tradizionale veglia di San Nicola, decideranno di andare a fare shopping nei centri commerciali dove almeno si respira un po’ di sana atmosfera natalizia”.

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