Nella serata di ieri la polizia ha individuato il responsabile degli atti vandalici perpetrati nella nottata precedente ai danni di decine di bidoni della spazzatura in dotazione all’Amiu.
Intorno alla mezzanotte era giunto l’allarme di numerosi bidoni in fiamme nelle vie dei quartieri Libertà, Murat e Madonnella e, già nelle ore successive, le pattuglie sul territorio avevano fermato alcune persone sospette per i necessari approfondimenti investigativi. Grazie all’ausilio dei sistemi di video sorveglianza pubblici e di esercizi commerciali – attualmente ancora in fase di analisi – e ricostruendo i movimenti sui vari percorsi in cui sono collocati i cassonetti, gli investigatori della Sezione Reati contro il patrimonio e le pubblica amministrazione della Squadra Mobile hanno accertato la responsabilità degli insani gesti a carico di una donna di 36 anni, di Conversano, già resasi autrice nei giorni precedenti di analogo reato in un comune limitrofo.
La ragazza, che ha agito senza complici, senza un’apparente motivazione e presumibilmente per sola mania di protagonismo, ha confessato di esser giunta a Bari alcune ore prima ed aver girovagato senza meta tra le strade del centro. Non appena si accorgeva di stazionare in luoghi appartati e non affollati, utilizzava due accendini portati al seguito ed iniziava a dare alle fiamme i rifiuti in carta e cartone, accertandosi che effettivamente provocasse l’incendio nel relativo bidone, per poi allontanarsi a piedi in direzione di altre piazzole destinate al conferimento della spazzatura differenziata e ripetere gli stessi folli atti.
La donna è stata denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica per i delitti di danneggiamento seguito da incendio ed interruzione di pubblico servizio.

“Ringrazio a nome della città di Bari la Squadra Mobile e tutti i funzionari dello Stato che in meno di 12 ore sono venuti a capo della vicenda – spiega il sindaco Antonio Decaro – individuando l’autore degli incendi, che ricordiamo per fortuna non hanno causato danni gravi ad altre cose, vista la posizione dei cassonetti. Grazie alla rete di video sorveglianza cittadina, che può contare su diapositivi di ultima generazione sia pubblici sia privati, le indagini si sono risolte a strettissimo giro”.

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