“La Puglia non torna indietro.  Si apre oggi il Comitato di Liberazione Nazionale dal neoautoritarismo della estrema destra salviniana”. Lo annuncia il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a commento dei risultati delle Regionali in Abruzzo che hanno visto il trionfo della Lega come primo partito.

“Il risultato delle elezioni abruzzesi dimostra che in Puglia riusciamo a prevedere cosa avverrà con due anni di anticipo. Sarà durissima per noi e il nostro avversario sarà Salvini e il suo neoautoritarismo di estrema destra che sta smantellando i Cinque stelle e la sinistra che non è capace di parlare all’intera comunità italiana – spiega Emiliano – dobbiamo lanciare un Comitato di Liberazione Nazionale dal neoautoritarismo di destra che accolga in un’unica coalizione tutte le forze democratiche indipendentemente dal loro tradizionale schieramento”.

“Questo non è trasformismo opaco – continua –  ma costituisce una iniziativa tesa a fronteggiare una emergenza democratica attorno alla quale rivolgo un appello a tutti e a tutte i “liberi e forti” che hanno a cuore la Puglia e il Paese. Non dividiamoci, combattiamo insieme alle elezioni di Bari e della Regione Puglia condividendo tutto, il programma innanzitutto, anche col popolo pugliese, ma raccontando a tutti le cose straordinarie che abbiamo fatto in questi anni e quelle ancora più importanti che potremmo realizzare in futuro se sapremo essere umili e uniti. Abbiamo cambiato la storia della Puglia nel 2004 e non abbiamo intenzione di cedere”.


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2 COMMENTI

  1. Emiliano dunque non crede al libero voto dei cittadini abruzzesi? Trattare in questa maniera spocchiosa gli elettori è solo dannoso per chi lo fa. Dovrebbe piuttosto fare il mea culpa e chiedersi come mai i votanti si tengono sempre più alla larga dal (quasi) suo partito.

  2. Se i cittadini sentono la necessità di liberarsi di qualcuno politicamente (e potrebbe non essere Salvini) non hanno bisogno di ridondanti comitati di liberazione da presunto autoritarismo, basta che votino. Ma poi Emiliano deve accettare il verdetto delle urne.

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