Fermato davanti all’ingresso dell’ex palazzo delle Poste e invitato a mostrare i documenti “solo perché nero”. E’ quanto sarebbe accaduto ad uno studente del Politecnico a denunciare l’accaduto l’associazione studentesca Link. “In uno spazio attraversato da centinaia di studenti ogni giorno questo episodio – attaccano – è gravissimo, nessuno viene mai bloccato”.

Lo studente stava raggiungendo la sala lettura del centro polifunzionale, allestito nell’edificio di piazza Cesare Battisti, quando sarebbe stato invitato ad esibire i propri documenti di identità da un addetto. La scena non è sfuggita ad altri ragazzi che sono intervenuti per difenderlo. Qualcuno ha anche chiamato i carabinieri, alla fine il dipendente ha cercato di giustificarsi e lo studente è entrato.

“I luoghi della formazione e gli spazi universitari – scrive su facebook l’associazione studentesca Link – hanno anche la funzione di combattere l’intolleranza e l’odio nei confronti del diverso, e pensiamo che sia quanto più opportuno, soprattutto nella fase che stiamo attraversando, che le amministrazioni universitarie e la comunità accademica tutta si impegnino a garantire che episodi del genere non avvengano”.

La replica dell’Uniba

“Ad una prima verifica – si legge in una nota dell’Università di Bari – sembra che il vigilante, in esecuzione di quanto riportato dal capitolato di gara, si sia limitato a svolgere il proprio compito di controllo, senza porre in essere alcuna condotta discriminatoria. Nel caso di specie si è infatti limitato a chiedere se fosse uno studente, come peraltro abitualmente fa con persone sconosciute, di qualunque colore della pelle.

Il vigilante ha manifestato dispiacere e stupore per l’accaduto e per come è stato riportato dalla stampa e dai social.  Ha inoltre espresso sincero rammarico in considerazione della sua esperienza personale, convivendo con una ragazza di colore. La prof.ssa Aurora Vimercati, presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Bari e la  Prof.ssa Francesca Recchia Luciani, delegata del Rettore alle attività universitarie contro le discriminazioni etniche e di genere,  avvertono che in un  momento storico così delicato bisogna prestare attenzione ad allarmismi inquietanti. Ricordando che l’Università di Bari ha una lunga tradizione di accoglienza, sottolineano che tale vocazione inclusiva è stata negli ultimi anni coraggiosamente coltivata attraverso una molteplicità di attività, in coerenza con i principi fondamentali richiamati nel suo Statuto dove, tra le finalità perseguite,  si fa espresso riferimento al “dialogo e alla interazione tra le culture”.

Il rettore Uricchio, nel richiamare anche lui la tali  principi,  evidenzia che l’ Università “promuove la diffusione di una cultura fondata sui valori fondamentali del rispetto della persona e riconosce e garantisce a tutti uguale dignità e pari opportunità, anche attraverso azioni idonee a rimuovere qualsiasi discriminazione”.

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