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Il lupo assedia le stalle pugliesi: dalla provincia di Bari al Salento è escalation di attacchi

L'appello Coldiretti: "Subito un censimento. Serve un piano di contenimento"

Pubblicato da: redazione | Gio, 14 Maggio 2026 - 19:59
Foto Freepik

Nessuna guerra ai lupi, ma regole chiare e strumenti concreti, perché in Italia, dove in trent’anni si è passati da circa 300 a oltre 3300 esemplari con un aumento del 1000%, anche a seguito di un piano di ripopolamento con una crescita non pianificata che oggi mette in difficoltà allevamenti e territori, per cui è necessario intervenire subito con un censimento ufficiale aggiornato e un piano nazionale di gestione e contenimento, per garantire un equilibrio sostenibile tra presenza del predatore e attività umane. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia, in relazione all’ennesimo attacco a un allevamento a Noci, con un bovino azzannato e ucciso.

Intanto l’Europa ha modificato lo status di protezione del lupo, passato da “strettamente protetto” a “protetto”, un passaggio che apre alla possibilità per gli Stati membri di adottare misure più flessibili per gestire le popolazioni, soprattutto nei territori dove gli attacchi al bestiame sono diventati frequenti, dal Gargano al Salento. Secondo la Commissione europea, nel continente vivono oltre 20.000 lupi, con una popolazione in crescita, un successo sul piano della conservazione che però sta generando conflitti sempre più evidenti con le attività agricole, in particolare negli allevamenti.

In Puglia, sulla base delle stime ISPRA, si registrano picchi di densità fino a 6 lupi ogni 100 km² nelle province di Bari, Taranto e BAT, mentre nel Foggiano si arriva a 5,3 lupi per 100 km², un fenomeno in espansione anche nel Leccese, che conferma – spiega Coldiretti Puglia – un’escalation ormai evidente. Dati che dimostrano come il lupo non sia più in pericolo, mentre cresce il rischio opposto: lo spopolamento delle aree interne e montane. Senza allevatori e agricoltori, viene meno la manutenzione del territorio, con conseguenze dirette su dissesto idrogeologico, frane e alluvioni, aggravate dai cambiamenti climatici.

Dopo gli attacchi dei lupi, agli animali feriti o uccisi si sommano, come precisa Coldiretti Puglia, i danni causati dallo spavento e dallo stress provocati dagli assalti, con effetti come la riduzione della produzione di latte e gli aborti negli animali sopravvissuti. Diventano quindi essenziali misure di contenimento per evitare che i pascoli vengano abbandonati e che migliaia di famiglie siano costrette a lasciare territori difficili che abitano da generazioni, dove l’allevamento rappresenta l’attività principale, insieme ai tanti giovani che con fatica sono tornati per recuperare la biodiversità perduta e rilanciare razze storiche pugliesi come la pecora Gentile di Altamura e la Moscia leccese. Il problema dei grandi carnivori sta diventando insostenibile e richiede soluzioni rapide.

Negli ultimi anni è stato necessario intensificare la sorveglianza su greggi e mandrie per proteggerle dagli attacchi, dal momento che recinzioni e cani da guardiania spesso non bastano a prevenire il pericolo. La resistenza degli agricoltori è ormai al limite e, come evidenzia la Coldiretti regionale, è urgente individuare nuove modalità di intervento che consentano di organizzare in modo più efficace la gestione di questi predatori, che non sono più una specie a rischio estinzione.

Questa situazione si aggiunge inoltre ai problemi legati al sovrappopolamento di molte altre specie selvatiche- sottolinea Coldiretti Puglia – dai cinghiali agli storni, dai cormorani alle lepri fino ai pappagalli verdi, che proliferano in assenza di adeguate misure di programmazione necessarie a evitare conflitti con le attività agricole.

Serve quindi un’assunzione di responsabilità nella difesa degli allevamenti e dei pastori che continuano a presidiare le aree interne e a garantire la tutela del paesaggio, perché senza i pascoli – conclude Coldiretti Puglia – le colline si impoveriscono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni finiscono per minacciare anche le città.

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