La storia è stata raccontata dalla mamma di un ragazzo che il 26 febbraio si è trovato su un mezzo Amtab con l’abbonamento sequestrato e una multa da 50 euro. Abbonamento che poi si è rivelato assolutamente valido dato che il controllore aveva confuso la sigla Se di Settembre con Ge di Gennaio.

“A pagarne le conseguenze sono i cittadini – spiega la mamma su Facebook in un post poi ripreso da Lello Sforza – abbiamo dovuto comprare biglietti giornalieri fino a ieri e perso tanto tempo in telefonate e varie per risolvere la questione.  Mio figlio è stato l’unico ad essere controllato (e ingiustamente multato) da quando sono saliti a quando sono scesi i verificatori e gli è stato detto di scrivere di suo pugno (riconosco la sua scrittura sul verbale di contestazione) “ho dimenticato l’abbonamento nuovo a casa” (e l’abbonamento lo stavano ritirando loro). Facile giocare sull’inesperienza e portare in confusione un minore onesto. Poi basta lo sguardo di un disonesto e il verificatore passa all’autobus successivo. Ovviamente ho chiesto l’annullamento del verbale”.

“Le domande sono almeno due – aggiunge Lello Sforza –  perché l’Amtab non si attrezza diversamente affinché ci siano sistemi più validi e inequivocabili per annullare la data di validità della tessera?  Perché il figlio della mia amica è stato l’unico viaggiatore controllato? Forse ci vorrebbe qualche campagna contro la discriminazione e la tolleranza (il ragazzo è di colore ndr) da parte del Comune di Bari e dell’azienda di trasporto. E magari pure le scuse al ragazzo”.

 

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