In Puglia, nel 2017, il tasso di incidenza di positività all’Hiv nei residenti è risultato di 4,1 casi per 100.000 abitanti, in lieve risalita rispetto al 2016 (3,6/100.000). “La maggior parte delle infezioni è attribuibile a rapporti sessuali non protetti e il maggior numero di nuove diagnosi è in maschi che hanno rapporti sessuali con maschi”, spiegano dalla Regione Puglia.

Una diagnosi tardiva aumenta il rischio per il soggetto di arrivare alla fase conclamata della malattia (Aids) e riduce la probabilità di un pieno recupero immunologico a seguito di trattamento farmacologico. È, infatti, scientificamente provato che la terapia antiretrovirale (Art) agisce sia a livello terapeutico che preventivo: il trattamento Art, se assunto correttamente, riduce la carica virale e quindi la contagiosità, limitando la diffusione del virus.

È dunque necessario implementare interventi di prevenzione primaria efficaci nel prevenire le nuove infezioni da HIV. Il piano nazionale prevede l’impegno delle Regioni per l’attuazione di progetti di prevenzione, per facilitare l’accesso al test, garantire a tutti l’accesso alle cure, favorire la retention in care dei pazienti in carico, migliorare lo stato di salute e di benessere e tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone che vivono con Hiv/Aids, promuovere la lotta allo stigma, promuovere l’empowerment e il coinvolgimento attivo delle popolazioni.

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