Ammonta a 73 milioni e 647mila euro il costo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nella Città di Bari, richiesto quest’anno da Amiu Puglia. “Una cifra pazzesca e spropositata, che peraltro cresce di mezzo milione di euro rispetto al 2018 – denuncia Giuseppe Carrieri, consigliere comunali di Forza Italia –  Anche quest’anno l’aumento delle tariffe rifiuti per case, negozi e bar è ben nascosto. Con un’operazione contabile, infatti, saranno presi dal bilancio comunale gli oltre 4 milioni di euro che imprese e cittadini dovevano pagare in più nelle bollette della TARI. Il sistema di raccolta porta a porta (che procede a rilento) in altri Comuni comporta una diminuzione dei costi; a Bari invece i costi aumentano. E nessuno chiede conto all’Amiu”.

Carrieri annuncia proteste in Consiglio comunale. “Presenterò dieci emendamenti alla proposta di deliberazione di approvazione delle tariffe Tari, diretti a far risparmiare i baresi che fanno la differenziata e a introdurre politiche di contenimento dei rifiuti per tutelare la salute (oltre che le tasse) dei cittadini. Si è proposta, per esempio, la forte riduzione del numero dei cassonetti stradali e l’introduzione di tutta una serie di strumenti alternativi: dalle compostiere di comunità, alle compostiere domestiche; dal dissipatore da lavabo al depuratore d’acqua (per ridurre le.bottiglie di plastica); per finire all’interramento dei cassonetti con sistemi idraulici di sollevamento e alla raccolta porta a porta (smart) in talune zone di pregio (Bari Vecchia/zona liberty). Insomma, tanto si può e si deve fare per evitare ai baresi il danno di una spesa media per TARI di 450 euro all’anno che lievita a 1100 per uffici e negozio.  E sopratutto la beffa di avere una città sporca e che inquina”.

Infine Carrieri ricorda che con Decaro “si è passati da un costo Amiu di 64 milioni di euro del 2014 agli attuali 73 milioni. Da una TARI media per famiglia di 390 euro, agli attuali 450. Da una produzione pro capite di rifiuti di 47 kg del 2014, agli attuali 50 kg, a riprova dell’assenza di serie ed efficaci politiche di riduzione dei rifiuti solidi urbani. Si è puntato tutto su sanzioni e sulle multe”.

Il commento di Irma Melini

Critica anche la consigliera e candidata sindaco Irma Melini. “Decaro e la sua maggioranza vota oggi l’aumento della tassa sui rifiuti: la manovra infatti è pari a 73.647.884,18 milioni di euro e l’aumento, pur essendoci, non sarà percepibile sulla bolletta 2019 solo e unicamente perché hanno impiegato 4.470.000 euro, di soldi dei baresi, per coprire l’aumento della tassa, visto che siamo in campagna elettorale».

«Ritengo che si tratti dell’ennesima bugia di questa Amministrazione, che lascerà in eredità a chi gli succederà un aumento già molto evidente. A pagare saranno sempre i baresi: questi quattro milioni potevano essere utilizzati per altro, sono soldi sottratti ai servizi che avremmo potuto garantire ai baresi, invece saranno utilizzati per coprire i costi di un porta a porta che sta diventando un ulteriore sanzione per i cittadini, un porta a porta che ci costerà anche quest’anno quattro milioni in più. E la cosa più grave in questo scenario è che il servizio di Amiu, che ci costa 73 milioni, è un servizio scadente, visto che di tutto si può parlare meno che di decoro e pulizia della città. Basta con le bugie, non è possibile continuare a dare fiducia a un uomo e a una squadra che prendono in giro i baresi e nascondono invece che, in quattro anni e mezzo, non hanno fatto nulla se non continuare a lasciare una città allo sbando con un aumento di costi e una diminuzione dei servizi su cui nessuno verifica e controlla», conclude.

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