Dopo 11 anni è stata messa la parola fine ad una contesa sul primo atto di permuta della Prefettura e della Chiesa Russa in cambio della Rossani stipulato dal Consiglio comunale. Il Comune nel 2008 propose ricorso alla sentenza del Tar che aveva dato ragione all’allora consigliere comunale Donato Cippone. Il consigliere aveva impugnato quella delibera accusando il Comune di aver violato il regolamento comunale che imponeva il rispetto di termini per consentire ai consiglieri di esaminare gli atti alla base della proposta di delibera, lamentando  la mancata indicazione delle espressioni di voto dei singoli consiglieri comunali. Ricordiamo che la delibera riguardava un accordo di permuta tra lo Stato Italiano, il Comune di Bari e la Russia: il Comune cedeva la Prefettura e la Chiesa Russa in cambio della Caserma Rossani e di 10 milioni di euro.

Il Tar accolse il ricorso e sospese quella delibera. Il Comune fece appello ma nel frattempo presentò una nuova delibera il 15 luglio del 2008. Un mese prima il Comune dichiarò  difetto di interesse alla decisione del Consiglio di Stato in ragione della sopravvenuta delibera consiliare del 15 luglio 2008, di riapprovazione della permuta degli immobili oggetto della controversia. Il Collegio ha quindi dato atto dell’improcedibilità o “forse anche, dell’originaria carenza di interesse al ricorso in appello” si legge nel dispositivo.

“Ancora una volta – ha detto Cippone, difeso dall’avvocato Alfiero Zullino – ho battuto prima Emiliano e poi Decaro perché hanno voluto proseguire la causa dinnanzi al Consiglio di Stato. Dopo 11 anni di battaglie la parola fine. Ora lotteremo per un altro scempio, quello di Santa Caterina dove stanno costruendo l’ennesimo ipermercato: il Tar ne discuterà il 4 giugno”.

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