Un presidio medico e un museo della Memoria all’interno del futuro parco della Rinascita che prenderà il posto della fabbrica della morte, la Fibronit di Japigia. Sono le proposte del Comitato cittadino “Fibronit”: dopo la bonifica e messa in sicurezza definitiva e la fase della progettazione di fattibilità tecnica ed economica del parco della Rinascita appena conclusa, il Comitato ha elaborato un manifesto di intenti, frutto della volontà espressa dai cittadini, per la conclusione migliore di un percorso iniziato 20 anni fa.

“Vista l’importanza del percorso – dicono dal comitato – rispetto ad una vicenda che tanta sofferenza ha prodotto in questa città, abbiamo provveduto ad inviare il manifesto a tutti i candidati alla carica di sindaco invitandoli, se lo riterranno opportuno, ad aderire pubblicamente al documento, sottoscrivendolo in segno di condivisione sabato 18 maggio”.

“Il sito ex Fibronit – prosegue il comitato – lascia dietro di sé una scia di vittime innocenti. Una eredità terribile in nome della quale il Comitato Cittadino Fibronit ha sempre trovato la spinta per andare avanti e chiedere l’inedificabilità dell’area, la messa in sicurezza definitiva e la realizzazione del parco”

Questi sono i progetti che il comitato vuole che vengano realizzati:

– reperire tutte le risorse economiche necessarie per arrivare alla realizzazione, gestione e
manutenzione del Parco della Rinascita;
– avviare da subito le più adeguate procedure amministrative per la progettazione e realizzazione
del più bel Parco della Rinascita possibile, sulla base delle indicazioni fornite dai cittadini e già
recepite nel Progetto di Fattibilità;
– realizzare nel Parco il Museo della Memoria, per onorare tutte le vittime e le famiglie colpite; per
non dimenticare la nostra storia come cittadini baresi e perché si sviluppi anche come strumento di
insegnamento ed educazione alle future generazioni;
– realizzare nel Parco il miglior presidio medico possibile come riferimento per tutti i cittadini sugli
aspetti sanitari legati all’esposizione all’amianto; seppur vero che con la bonifica definitiva è stato
eliminato il rischio di future dispersioni di fibre di asbesto, è invece attuale e presente il rischio
causato dalla dispersione di fibre avvenuta in tutti gli anni trascorsi, il cui pericolo latente
purtroppo persisterà ancora per i prossimi decenni.

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