Race for the Cure 2019, la più affollata e significativa manifestazione al mondo per la lotta ai tumori del seno, organizzata dall’Associazione Susan G. Komen Italia, ha raggiunto il suo obiettivo. I dati parlano chiaro, quest’anno è stata sfiorata la quota di 20 mila iscritti a Bari.
Bari è scesa in piazza in un abbraccio collettivo per correre accanto alle Donne in Rosa, donne che hanno vinto e continuano a combattere la loro battaglia contro la malattia.

Bif&st 2019 Bari
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1 COMMENTO

  1. Aldilà della retorica profusa anche a Bari ci si dovrebbe chiedere se ha davvero un senso donare soldi alla Susan G. Komen partecipando alle maratone rosa di Race for the Cure. La Komen è la più grande fondazione Usa per la lotta al cancro al seno. Ogni anno raccoglie milioni di dollari con maratone, sponsor, donazioni pubbliche e telefoniche. Dal 1982 ha raccolto 3 miliardi di dollari, ma solo un miliardo è finito in ricerca, il 30% del totale. La Komen è stata accusata negli Usa di stornare una gran quantità del denaro proveniente dalle raccolte fondi per gli stipendi dei suoi amministratori. La fondatrice di Komen Nancy Goodman Brinker percepiva un compenso di 560 mila dollari annui, mentre la presidente Elizabeth Thompson 606 mila dollari. Inoltre la Komen impedisce ad altre associazioni l’uso del termine “for the cure”. È quindi lecito chiedersi se sia solo una associazione per la cura o anche per fare soldi.

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