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Sono in presidio da questa mattina i 256 dipendenti pugliesi del Mercatone Uno davanti alle sedi dei sei stabilimenti della regione, Bari, Terlizzi, Surano, Matino, Lecce e San Cesario.

«Rivogliamo il lavoro» urlano a Bari sventolando bandiere e rumoreggiando con i fischietti, dopo che, a seguito del fallimento della società che un anno fa aveva acquisito il marchio, tutti i 55 stabilimenti d’Italia hanno chiuso lasciando circa 1800 lavoratori per strada. I presidi di protesta sono cominciati oggi e proseguiranno ad oltranza fino a quando «sarà sbloccata la cassa integrazione – dicono i lavoratori – e si avranno prospettive di vendita e di ripresa dell’attività». Le prime risposte potrebbero arrivare già oggi, all’esito del tavolo tecnico convocato per questo pomeriggio al Mise con creditori e fornitori. «Rivogliamo dignità» dicono i lavoratori in protesta a Surano, informati della chiusura del negozio avvenuta il 25 maggio scorso, con un messaggio su Facebook il giorno prima.

«La nuova proprietà – urlano i manifestanti di Matino – ci ha costretto a firmare un nuovo contratto con ore ridotte e uno stipendio che non raggiunge neanche il reddito di cittadinanza».


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