L’ospedale Panico di Tricase si conferma centro di eccellenza nella diagnosi e nella cura delle malattie neurodegenerative. Basti pensare al nuovo ambulatorio “multidisciplinare” sulla disfagia e sui disturbi del linguaggio e nutrizionali nella Sclerosi Laterale Amiotrofica. Una struttura che si integra nella piattaforma diagnostica e strumentale già esistente con macchinari all’avanguardia come la risonanza magnetica Tre Tesla. Tutto questo rientra in un progetto più ampio: il “Bio Tecno Polo Puglia” che sarà realizzato in collaborazione con la Regione e il Cnr. Medicina di precisione e nano tecnologie contro la SLA e le altre malattie neurodegenerative, insomma.

Se ne è parlato a margine del convegno “Disfagia, disturbi di linguaggio e aspetti nutrizionali nella Sclerosi laterale amiotrofica” che si è tenuto a Tricase nell’Aula magna dell’ospedale Cardinale Giovanni Panico. Un importante evento scientifico presieduto dai prof. Giancarlo Logroscino e Isabella Laura Simone, e organizzato dall’Università degli Studi di Bari e dall’Azienda ospedaliera Pia Fondazione di Culto e Religione Cardinale Giovanni Panico di Tricase.

La SLA è una patologia neurodegenerativa che provoca la progressiva denervazione dei motoneuroni e determina tra l’altro, oltre la perdita di forza e di trofismo muscolare per il coinvolgimento dei quattro arti, lo sviluppo di disturbi di linguaggio (es. disartria) e disfagia. Di qui la necessità di una identificazione precoce e di un monitoraggio clinico costante dei sintomi, nonché l’esigenza di assicurare la migliore gestione degli aspetti nutrizionali, comunicativi e respiratori che incidono pesantemente sulla qualità della vita e sulla prognosi nel paziente affetto da SLA.

“Al momento – spiega il prof. Logroscino, professore ordinario di Neurologia dell’Uniba – non esistono farmaci capaci di cambiare il decorso della storia naturale della SLA, ma c’è la possibilità futura, non a breve termine, di curare le forme causate da un’alterazione genetica attraverso terapie che potranno bloccare l’accumulo di proteine nel cervello. Grazie al progetto “Bio Tecno Polo Puglia”, a Tricase nascerà, dunque, una struttura in cui i pazienti pugliesi potranno sapere se nel loro profilo genetico c’è un gene che può portare alla SLA. Una premessa importante per sperimentare in Puglia i nuovi farmaci anti-SLA”.

“Funzioni vitali come deglutizione, fonazione e respirazione – spiega la professoressa Simone, responsabile del centro malattie del motoneurone della clinica Neurologica dell’Università di Bari – sono compromesse nel paziente affetto da SLA. Ci aspettiamo molto dai progressi nel campo della genetica con la possibilità di mettere in atto terapie che correggano disordini genetici che spesso caratterizzano la SLA”.

Il tutto inserito in un contesto interdisciplinare. La gestione del paziente è efficace solo se le diverse specializzazioni coinvolte interagiscono e si interfacciano correttamente tra loro per combattere la grave patologia. Va in questa direzione l’inaugurazione dell’ambulatorio dedicato alla diagnosi e gestione dei Disturbi di deglutizione e alla Nutrizione nelle malattie neurodegenerative inaugurato presso il Centro di malattie neurodegenerative dell’ospedale Cardinale Panico di Tricase, diretto dal Prof. Giancarlo Logroscino. Qui, grazie all’utilizzo di strumentazioni e procedure all’avanguardia e alla presenza di una equipe composta da un medico specialista in Otorinolaringoiatria con expertise specifico nei disturbi della deglutizione, un neuropsicologo esperto di linguaggio, un logopedista e una biologa nutrizionista, è possibile diagnosticare disfagia e malnutrizione

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