In Italia c’è un eccesso di spesa pubblica locale, circa 70 miliardi di euro tra inefficienze e sprechi: 66 sono da attribuire alle inefficienze, mentre 5,2 miliardi — secondo il rapporto «Riflessioni sulla spesa pubblica locale» stilato da Confcommercio — sono da ricondurre agli sprechi netti. E’ il Nord il più sprecone, ma al Sud i servizi sono di peggiore qualità. Fra le Regioni che spendono meno pro capite figurano la Campania (ultima della lista con 2.476 euro), la Lombardia (penultima con 2.528 euro), la Puglia (2.540 euro), il Lazio (2.686 euro). Maglia nera per l’inefficienza è la Sicilia che ha una spesa pro capite di 3.220 euro (settima ).

L’analisi, che si basa sugli ultimi dati disponibili del 2016, mette in relazione la qualità dei servizi offerti ai cittadini con i costi. L’Italia delle Regioni ideale avrebbe, secondo lo studio di Confcommercio, i servizi del Trentino Alto Adige ai prezzi della Lombardia, che spende 2.528 euro all’anno per cittadino.

“E’ ovvio che se alcune Regioni o Comuni venissero accorpati, la spesa si ridurrebbe notevolmente”,, commenta Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi di Confcommercio. Le Regioni piccole spendono infatti mediamente il 17% in più di quelle grandi. Il problema del Mezzogiorno, invece, secondo Bella è legato alla bassa qualità dei servizi offerti: sono stati presi in esame 25 indicatori e quello che spicca è che la grave arretratezza di tutte le voci.

 

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