La Corte di appello di Bari ha condannato alla pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione, riformando la sentenza di assoluzione del primo grado, lo psichiatra barese Gianpaolo Pierri, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una paziente 30enne.

I giudici di secondo grado hanno anche riconosciuto il risarcimento danni alla parte civile, difesa dall’avvocato Gabriella Paradiso, da quantificarsi in un separato giudizio. In primo grado i giudici del Tribunale di Bari avevano assolto l’imputato ritenendo che i comportamenti denunciati dalla donna costituissero tecniche di rilassamento proprie di una seduta di psicoterapia. Decisione non condivisa dal pm che aveva coordinato le indagini, Manfredi Dini Ciacci, che aveva proposto appello contro la sentenza, spiegando che «quelle ripetute manovre non possono che essere considerate per quello che sono: evidenti abusi di natura sessuale» ben oltre «i limiti dell’arte medica».

La Corte di appello oggi ha accolto il ricorso condannando il medico. Nell’ambito di questo procedimento Pierri, ex ordinario alla facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Bari oggi in pensione, fu anche arrestato nel settembre 2011 e trascorse quasi un mese ai domiciliari.

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