La Cassazione, in totale accoglimento delle argomentazioni giuridiche formulate dagli avvocati Dario Vannetiello del Foro di Napoli ed Ettore Censano del Foro di Foggia, ha annullato la ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Bari in data 04.07.19.
I giudici baresi avevano confermato, a loro volta, la ordinanza emessa in data 22.05.19 dal Gip presso il Tribunale di Bari, la quale aveva tratto in arresto Raffaele Mazzeo per le gravi accuse di appartenenza alla associazione delinquenziale operante in San Severo e zone della provincia di Foggia, promossa, diretta ed organizzato da Giuseppe La Piccirella, oltre a ritenerlo la A.G. concorrente nel delitto di estorsione, avvenuto con modalità particolarmente violente, ai danni dell’esercizio commerciale intestato a D’Onofrio Franco Carmine e sito in San Paolo di Civitate.
“Il quadro indiziario – si legge in una nota dell’avvocato Vannetiello –  appariva consistente essendo rappresentato da numerose conversazioni intercettate, comprovanti sia la partecipazione di Mazzeo a riunioni con il ritenuto boss La Piccirella, sia la percezione da parte di costui di quote dei proventi estorsivi. Ciò nonostante la difesa, all’esito di una articolata arringa, è riuscita a convincere la Suprema Corte in ordine alla carenza della motivazione assunta dal Tribunale del riesame, soprattutto circa la incertezza di alcuni dati indizianti ritenuti, viceversa, dai giudici baresi sicuramente ascrivibili a Raffaele Mazzeo. Ora si rimane in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione, per poi procedere ad un nuovo giudizio innanzi al Tribunale del riesame di Bari onde verificare se corrisponde al vero che Mazzeo abbia fatto parte di quella potente organizzazione delinquenziale denominata “Società Foggiana”.

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