La giunta comunale di Bari ha approvato la delibera con la quale il Comune aderisce alla sperimentazione, per la durata di dodici mesi, della circolazione di dispositivi di micromobilità elettrica in ambito urbano, limitatamente a specifiche infrastrutture stradali o parti di strada.

 

A tal fine è stata già elaborata una planimetria che individua, nel dettaglio, le strade e i tratti di strada interessati dalla sperimentazione, che prenderà ufficialmente avvio con l’installazione di tutta la segnaletica verticale, a seguito della pubblicazione di un’apposita ordinanza di prossima emissione. Nelle prossime settimane, pertanto, su tutte le strade individuate sarà installata specifica segnaletica stradale verticale e orizzontale.

 

Alla sperimentazione saranno ammessi i dispositivi di mobilità  autobilanciati – hoverboard, segway e monowheel – e i dispositivi non autobilanciati quali il monopattino. Il provvedimento risponde alla necessità, espressa dal governo con riferimento agli enti locali, di sviluppare e promuovere forme di mobilità sostenibile al fine di aumentare la ripartizione modale dei trasporti in ambito urbano, creando i presupposti per favorire la diffusione della mobilità dolce, contrastando al contempo l’inquinamento atmosferico e il congestionamento urbano causato dal traffico.

 

“Nel definire l’area relativa all’avvio della sperimentazione della microobilità elettrica sul territorio comunale – commenta Giuseppe Galasso – abbiamo cercato di estendere il più possibile le zone interessate, coinvolgendo gran parte del centro cittadino e alcune porzioni dei quartieri a ridosso del centro dove c’è una maggiore concentrazione di uffici e quindi, verosimilmente, una maggiore utenza di micromobilità che potrebbe trovare comodo spostarsi con mezzi elettrici.

 

I quartieri  Murat, Umbertino, Madonnella e Bari Vecchia saranno quindi interessati dalla sperimentazione nella loro interezza, mentre il Libertà per una parte significativa. Fanno eccezione solo alcuni assi stradali di scorrimento che non possono essere trasformati in zone 30 in quanto rappresentano importanti arterie di traffico: è il caso di corso Cavour, via Quintino Sella, via De Rossi e via Andrea da Bari e, in senso ortogonale, corso Vittorio Emanuele, il perimetro di piazza Garibaldi, via Crispi oltre a via Principe Amedeo, via Dante e via Piccinni, che mantengono il rango di strade con percorribilità a 50 km/h. Sarà escluso dalla sperimentazione anche tutto il lungomare nei suoi tratti con diverse denominazioni (Crolallanza, Imperatore Augusto, De Tullio, Vittorio Veneto).

Nelle aree pedonali sarà possibile circolare con i mezzi elettrici, con l’eccezione di via Sparano, che si è scelto di non comprendere in considerazione della fortissima concentrazione di pedoni che quotidianamente la percorrono. Diversamente i mezzi elettrici potranno essere utilizzati su altre aree pubblichi pedonali quali via Argiro, piazza Cesare Battisti, piazza Umberto, piazza Garibaldi, piazza Massari, oltre che su tutte le piste ciclabili che permettono di raggiungere le zone 30 nel centro città, nel rispetto dei limiti imposti dal decreto ministeriale.

All’interno dell’area complessiva di sperimentazione sono presenti ampie zone parcheggio e autosilo, nei quali si potrà lasciare l’auto per poi spostarsi comodamente con mezzi elettrici: penso ai park&ride di corso Vittorio Veneto, di fronte ai quali si articola una pista ciclabile che raggiunge il Castello Svevo e quindi il centro cittadino, o all’autosilo di via Crispi (anch’esso collegato con una ciclabile) o ancora a quelli di piazza Balenzano, piazza Cesare Battisti e al park&ride di Pane e Pomodoro, tutti allocati all’interno o in prossimità dell’area di sperimentazione.

Si tratta di una sperimentazione ampia, che ci consentirà di valutare l’efficacia di questo nuovo sistema di mobilità e della segnaletica correlata, secondo quanto previsto dal decreto. Entro la fine dell’anno saranno montati tutti i cartelli segnaletici occorrenti che segnaleranno correttamente gli spazi aperti alla sperimentazione dei nuovi sistemi di micromobilità. A quanti fossero interessati all’acquisto dei dispositivi elettrici consigliamo comunque di prestare molta attenzione nella scelta della tipologia, optando per i modelli correttamente rispondenti alla normativa che prevedono la regolazione automatica della velocità ridotta – a 6 o 20 km/h a seconda che si tratti di aree pedonali o zone 30 – per non incorrere in possibili sanzioni. Ad oggi non è possibile ancora parlare di dispositivi di micromobilità omologati, bensì di conformità degli stessi a quanto previsto dal decreto ministeriale. È infine importante chiarire che fino all’inizio della sperimentazione l’uso su spazi pubblici di questi dispositivi non è ancora consentito e, conseguentemente, è sanzionabile. Ancora qualche settimana di pazienza e presto anche Bari sarà interessata da questa importante innovativa forma di mobilità urbana”.

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