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Sono gli “irriducibili della notte”. Vengono definiti così i senzatetto che anche durante la stagione invernale, con temperature vicine allo zero, decidono di vivere tra le strade del centro di Bari. Alla ricerca di un angolo al riparo dalle intemperie, nella lotta quotidiana contro il freddo, decine di cittadini baresi o extracomunitari rifiutano i servizi del pronto intervento sociale del Comune. La loro casa è il marciapiede, al materasso dei dormitori preferiscono qualche strato di cartone.

Nel capoluogo pugliese c’è chi vigila a distanza sulla sopravvivenza degli invisibili: i volontari dell’associazione Incontra che da 12 anni garantiscono supporto logistico e psicologico ai clochard. Anche le provviste alimentari sono reperibili 365 giorni l’anno.

A bordo di un camper raggiungono i luoghi sensibili della città, offrono pesanti coperte in pile e un pasto caldo. “Bari è cambiata sul tema dell’accoglienza – spiega il presidente di Incontra Gianni Macina – nel recente passato c’erano appena 40 posti letto, di domenica difficilmente aprivano le cucine comunitarie, ricordo più indifferenza”. Invece oggi, anche grazie all’informazione e ai social media si susseguono le segnalazioni sulle persone indigenti. Lo conferma Macina: “Si è creato un filo diretto così riusciamo ad avvisare i responsabili comunali. Ma la sopravvivenza dell’associazione Incontra non passa da contributi pubblici, abbiamo bisogno di carburante perché i nostri fornitori principali si trovano a Molfetta. Senza furgoni non riusciremmo a garantire a 700 nuclei familiari grandi quantità di provviste fondamentali come frutta, verdure, latte, pasta e salsa di pomodoro”.


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