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Quattro anni senza verità e giustizia per Giulio Regeni. Anche a Bari, in corso Vittorio Emanuele II, si è tenuta la fiaccolata in memoria di Giulio, dottorando dell’università di Cambridge rapito in Egitto il 25 gennaio del 2016 e ritrovato senza vita in un fosso, al Cairo, lungo la via dell’autostrada per Alessandria. Il corpo del ricercatore italiano, ritrovato nove giorni dopo, esattamente il 3 febbraio, mostrava evidenti segni di tortura e violenza.

Da lì si è aperto un lungo e acceso dibattito politico e non, anche a causa di diversi depistaggi, sul coinvolgimento dello stesso governo egiziano. Alle 19.41, stessa ora in cui si accese per l’ultima volta il suo telefono, ieri migliaia di fiaccole in tutta Italia sono state accese dagli attivisti di Amnesty International, ma anche da cittadini vicini alla vicenda e alla famiglia di Regeni, per continuare a chiedere di fare luce su una vicenda che vede, dopo quattro anni, ancora assenza di chiarezza da parte delle autorità del governo egiziano.

La fiaccolata si è aperta con la lettura di alcuni brani dedicati al tema e con la lettura di una nota della famiglia del giovane ricercatore che da anni continua lottare, affiancata da Amnesty International, affinché sia fatta giustizia.


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